mercoledì 30 aprile 2008

ANTARTIDE: ITALIANI SCOPRONO RESTI DI IMPATTO EXTRATERRESTRE

Non c'e' traccia del cratere, eppure un impatto terribile sulla terra e' avvenuto circa 800.000 anni fa, scagliando detriti a distanza di migliaia di chilometri. Oggi un gruppo internazionale di ricercatori del Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide (PNRA) ha trovato in Antartide frammenti di crosta terrestre che documentano questo evento catastrofico, e la sua ampiezza, che fino ad oggi sembrava limitata ai paesi del sud est asiatico. 'Nel corso della Campagna Antartica del 2006 del PNRA abbiamo raccolto molti microtektiti, ovvero degli schizzi vetrosi di crosta continentale che e' stata fusa a causa dell'impatto di un asteroide o di una cometa - dice Luigi Folco, responsabile delle ricerche presso il Museo nazionale dell'Antartide dell'Universita' di Siena -. Abbiamo analizzato i frammenti raccolti e oggi sappiamo che questi detriti derivano da un evento gia' noto agli studiosi, avvenuto quasi un milione di anni fa, del quale non e' stato ancora possibile trovare il cratere. I detriti sono stati scagliati fino ad una distanza di 11.000 chilometri, essendo presenti in molti paesi dell'Indocina, in Australia e, oggi lo possiamo dire, anche in Antartide. Il fenomeno - gia' conosciuto come il piu' violento dei recenti impatti cosmici della storia del nostro pianeta - e' stato dunque molto piu' esteso di quanto si potesse sospettare. Ed e' veramente strano che il cratere non sia visibile sulla crosta terrestre. Questo, per ora, rimane un vero e proprio mistero scientifico'. La ricerca sta avendo un'ottima risonanza in ambito scientifico internazionale, essendo stata pubblicata dall'importante rivista Geology e ripresa da Discovery Channel. La scoperta dei frammenti e' stata fatta sulle cime delle Montagne Transantartiche in Terra Vittoria, da Luigi Folco e Pierre Rochette. Oltre a Folco, del Museo Nazionale dell'Antartide, sezione di Scienze della Terra dell'Universita' di Siena, collaborano all'analisi dei frammenti Pierre Rochette dell'Universita' di Aix-Marseille 3, Natale Perchiazzi e Massimo D'Orazio dell'Universita' di Pisa, Marinella Laurenzi del CNR - Pisa, e Massimo Tiepolo del CNR-Pavia.
Fonte: www.agi.it

VENEZUELA: GIGANTESCO "BLACKOUT" ELETTRICO COLPISCE 11 STATI

Caracas e otto stati del Venezuela sono rimasti senza elettricita’ per diverse ore a causa dalla rottura di un cavo dell’alta tensione. La metropolitana della capitale si e’ fermata, i semafori si sono spenti e la telefonia cellulare e’ andata in tilt in tutto il Paese. Il governo ha invitato alla calma e ha assicurato che il guasto sara’ riparato in poche ore.
Anche se gli stati di Falcon e Zulia, dove si concentrano l’estrazione e la raffinazione del petrolio, sono stati colpiti dal black-out, gli impianti hanno continuato a lavorare.
Fonte: www.agi.it
(Nota Redazione CUT Centro Ufologico Taranto, da quel che sembra gli Stati coinvolti sono stati 11 e ha colpito il 50% del Venezuela).

martedì 29 aprile 2008

ECCO IL "VULTURE": SPIEGATI MOLTI "UFO" NOTTURNI IN FORMAZIONE?

Un nuovo progetto dell'ente di ricerca del Dipartimento della difesa Usa, la Darpa (Defence Advanced Research Projects Agency) sta per dare il via ad un nuovo aereo in grado di volare per 5 anni di fila, senza mai atterrare e senza mai essere rifornito in volo. Vulture, questo il nome che verrà dato all'aeroplano a lungo tragitto, potrà monitorare senza sosta e ristabilire le comunicazioni radio e video su un'area interessata da un disastro ambientale, o controllare senza essere visto campi di addestramento di terroristi. In altre parole, la sua versatilità lo porterà ad essere utilizzato sia in campo militare che civile. Tre compagnie aeronautiche, l'Aurora Flight System, la Boeing e la Lockheed Martin, hanno ricevuto finanziamenti dalla Darpa per sviluppare, in competizione tra loro, entro 5 anni, un aereo in grado di trasportare circa 500 chilogrammi di materiale ad una quota compresa tra i 20.000 e i 30.000 m, in grado di volare consecutivamente per 5 anni. Fino ad oggi il record di volo per un aereo senza equipaggio spetta al QinetiQ's Zephyr Aircraft, che volò consecutivamente per 54 ore. L'Aurora, nel proporre alla Darma il suo piano, ha avanzato il progetto di costruire tre aerei, che partiranno singolarmente dall'aeroporto e, una volta in volo, si uniranno a creare un gigantesco velivolo con un'apertura alare di circa 160 metri. "In teoria si potrebbero assemblare quanti aerei si vogliono, ma unirne 3 sarà già un grande successo", ha spigato il capo-ingegnere Robert Parks. Per avere un'idea delle dimensioni, l'Airbus A380, il più grande aereo commerciale sinora costruito, ha un'apertura alare che è la metà di quella proposta da Aurora per Vulture, e per esso gli aeroporti dovranno costruire terminal particolari. Il progetto proposto da Aurora prevede anche la possibilità di far assumere ai tre aerei una struttura a forma di "Z", la quale permetterebbe ai pannelli solari che daranno energia al velivolo di posizionarsi nel miglior modo per catturare la luce solare a secondo dell'area su cui l'aereo verrà inviato a lavorare. Questo avrà un'importanza considerevole soprattutto quando il mezzo transita nelle aree vicine ai Poli nei periodi invernali, quando cioè le giornate sono molto corte. Stando a quanto ha detto Parks, l'aereo sarà ad emissione zero, in quanto verrà fatto funzionare solo attraverso motori elettrici la cui energia verrà prodotta attraverso pannelli fotovoltaici.
Più riservate Boeing e Lockeed Martin. La prima ha fatto sapere che il suo progetto è molto simile a quello di Aurora, ma che verrà costruito un aereo con una sola grande ala. Dopo 5 anni, gli aerei non saranno da buttare, ma dovranno essere sottoposti ad una pesante revisione che permetterà loro di ritornare in volo dopo diversi mesi di sosta. Questi aerei potranno realizzare ciò che oggi compiono alcuni satelliti per l'osservazione terrestre, ma a differenza di questi ultimi, gli aerei, in caso di guasto, potranno essere fatti atterrare, potranno essere riparati e rimandati al loro posto. Inoltre quando entrerà in attività un numero consistente di simili aerei, i costi saranno notevolmente inferiori a quelli dei satelliti.

SPAGNA: IL MONTE TEIDE, MISTERIOSA CALAMITA PER GLI "UFO"?

E’ una interessante teoria scettica che, ovviamente, i credenti agli incontri ravvicinati con gli extraterrestri vorranno credere.
Certo, i nuovi recenti avvistamenti dei cosiddetti UFO hanno fatto si che le persone parlassero di nuovo del magnetico Monte Teide e il misticismo che circonda la storia delle isole Canarie che rende un legame ancora più plausibile.
Solo la scorsa settimana, diversi presunti avvistamenti di un UFO a Gran Canaria , con un numero di persone che ha chiesto alle forze di polizia e ai mass media informazioni, dopo che un telescopio ha rilevato un luminoso oggetto fluttuante nel cielo. E lo scorso autunno, un giovane americano che vive a Tenerife ha guardato con incredulità per quattro ore un oggetto a forma di cuneo vicino alla sua casa nella zona di La Laguna.
Che ci crediate o meno, è sorprendente come spesso il Monte Teide sforna storie di UFO o incontri ravvicinati del terzo tipo.
Uno dei più celebrati casi riguarda il culto che è stato spezzato dalla polizia a Tenerife nel 1990. Un gruppo UFO semi-mistico è stato guidato da un psicologo tedesco, Dott Heide Fittkay-Garthe. Il rapporto ufficiale dice che stavano progettando un viaggio in un vertice del Monte Teide intenti a prendere contatto con un veicolo spaziale in visita. E’ stato asserito che ha elaborato un patto di suicidio di massa. Né il suicidio o l’incontro UFO avvenne.
Tra l'agosto 2004 e dicembre 2005, tre diversi avvistamenti di UFO coinvolse i mass media con delle foto. Quando le tre immagini scattate indipendentemente sono state messe a punto, uno strano oggetto volante è stato visto in ciascuna foto, ma non era stato visibile a occhio nudo. Tutti erano in linea di volo del Monte Teide, tra cui le scogliere di Los Gigantes . Questa particolare figura suggerisce un oggetto volante a forma di disco ad alta velocità che si avvicinava alle scogliere.
Un amministratore delegato in vacanza a Tenerife di Barcellona ha anche preso le foto del Monte Teide e la sua stessa immagine successiva mostrava un simile tipo di oggetto UFO brillante nel cielo.
E 'inspiegabile,ha detto, che aumentarono vertiginosamente le luci sopra il vulcano nel corso della storia e vi sono costanti relazioni che vengono da piloti di linea commerciale che hanno visto ciò senza saperlo spiegare. Nel novembre del 1975, un jet commerciale in volo dall'Austria a Tenerife ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza a Valencia, dopo aver incrociato un oggetto pulsante rosso, che ha trainato l’aereo. Zigzagando in tutto il cielo. Essi hanno insistito che erano oggetti volanti non identificati e un numero di persone che vivono a Valencia hanno comprovato la loro storia.
Nel 1975, un gruppo di credenti UFO di Santa Cruz, hanno anche cercato di mettersi in contatto con un veicolo spaziale con occupanti a bordo, proveniente dall spazio esterno, che era in volo sopra il monte Teide, attraverso un improvvisato telescopio. Essi hanno sostenuto di aver visto un enorme fascio di luce e, guardando con un binocolo, hanno visto una doppia fila di finestre che emetteva un bagliore di porpora. Nel 1976, un UFO è stato riferito di essere atterrato in cima a una fattoria!
Forse la più strana delle storie che riguarda un presunto incidente nei pressi di Monte Teide nel 1992 che non è mai stato spiegato veramente a tutt’oggi. Testimoni hanno sostenuto che un misterioso aeromobile è sceso dal cielo ma è stato prelevato dai militari spagnoli. Apparentemente, un gruppo di amici andava a piedi presso il monte Teide, quando è stato detto dai soldati di tornare a casa perchè vi era stata una frana. Comunque videro un potente fascio di luce sul lato del vulcano e poi notarono un convoglio di camion militari che trasportarono un enorme oggetto.
Qualunque cosa sia accaduta, è stata una forza sufficiente per far smuovere 450 tonnellate di lava da un lato del Monte Teide. I camion portavano roccia - o era qualcosa di più sinistro, come un disco volante?
Storie sulle luci attorno al monte Teide persistono oggi. Un cacciatore ha insistito sul fatto di aver visto una brillante nube attorno al monte Teide, che si è avvicinata entro sei metri della cima e poi prendendo una forma rotonda si è data alla fuga a grande velocità.
E si può anche ricordare la nostra storia dello scorso anno, quando abbiamo riportato come un medico che visitava un paziente a Tenerife e il suo tassista avevano visto un disco volante scendere davanti a loro con due enormi figure vestite di rosso al pannello di controllo. Il paziente aveva visto troppo, ma temendo che la sua febbre potesse raggiungere il punto di crisi, una volta tornato a casa sua ha iniziato a pregare!
Questo incidente, tuttavia, è coinciso con una più credibile e prolungata relazione da una nave armata della marina spagnola di scorta il cui equipaggio ha osservata luci gialle nel cielo - luci che sono state anche viste da centinaia di residenti di Tenerife, La Palma e Gomera. È stato solo un fenomeno naturale?
Naturalmente, gli scienziati non accettano la teoria, dicendo che non esiste assolutamente alcun modo per sapere se esiste un qualsiasi tipo di base all'interno del vulcano, di militari spagnoli o di una flotta di navi stellari. Ma può davvero il Teide essere una calamita per gli UFO che possono arrivare dallo spazio?

SCIENZIATO AFFERMA "SCOPERTE TRACCE DEL CREATORE"

Un professore evoluzionista di Antelope Valley College ha divulgato la forte probabilità di un disegno intelligente sull'apparizione della vita. L'annuncio è venuto al termine di una presentazione di 3 ore presso la Lancaster Performing Arts Center di scienziati cattolici e credenti motivi che hanno presentato le prove scientifiche su modelli basati sulla Bibbia. Matthew Rainbow, un professore di biologia con un dottorato di ricerca nel campo della biologia molecolare e di biochimica, ha detto a una folla di diverse centinaia di persone che era stato convinto a cambiare il suo punto di vista delle origini della vita circa sei mesi prima, dopo la lettura di libri di Hugh Ross e Fazale Rana. Arcobaleno Mercoledì ha contribuito a organizzare l'evento del dibattito. Il professore ha affermato che "Io credo adesso che circa al 60% ho la certezza che le prime forme di vita sono state intelligentemente disegnate da un creatore," Rainbow ha detto. "Per 50 anni, le migliori menti scientifiche del pianeta hanno cercato di mostrare in cui il primo essere è venuto da cellule e non siamo riusciti a dimostrarlo miseramente.… Se si tenta per 50 anni e non riescono a dimostrare nulla, è un forte elemento di prova che la vecchia teoria di una zuppa di prebiotici ora sembra essere kaput ". Egli ha fatto riferimento a ciò che molti conoscono come la "ooze primordiale", che alcuni teorici evolutivi hanno descritto come il luogo di nascita della prime e più semplici forme di vita, con l'evoluzione di tutte le altre forme. Ross e Rana, e ora Rainbow, sostengono che nessuna di tali "zuppe" esisteva, in primo luogo perché non c'è prova di elementi chimici che si possono trovare, anche in più antiche formazioni rocciose che portano prove di inizio di vita organica. "Se la vita trae origine da una zuppa di prebiotici, dovrebbe lasciarsi alle spalle la firma di una sostanza chimica", ha detto Rana. "A questo punto, nessuno ha alcuna prova di una zuppa di qualsiasi prebiotico". Rainbow ha dichiarato che il suo cambiamento ha dei limiti. "Circa il 40% di me ha ancora custodito la speranza che sarà ancora in grado di mostrare come la vita si sia evoluta spontaneamente secondo le normali leggi della fisica e della chimica", ha detto. "Continuo a credere, anche se Dio sembra avere appositamente creata la prima vita, io continuo a credere che posso difendere con forza… che quasi tutto il resto della vita si è ancora evoluta." Questo limitato spostamento è venuto nel contesto della contesa di Ross' e Rana's e esposta nel più ampio raggio che l'esistenza di un creatore, o "agente trascendente", può essere testato a livelli elevati di probabilità utilizzando la scienza. Dopo aver letto il loro lavoro, Rainbow ha detto e concluso che "le leggi della fisica e della chimica possono certamente essere interpretate come potenti elementi di prova per un disegno intelligente". Rana e Ross hanno trascorso tre ore Mercoledì notte riassumendo il lavoro che il loro gruppo di ricerca ha svolto dal 1986. Ross, il fondatore di Ragioni per credere, ha definito le basi cosmiche della organizzazione del "Modello della Creazione ". Ha un dottorato di ricerca in astronomia presso l'Università di Toronto. Il modello della Creazione si distingue dal movimento del "disegno intelligente", che giustamente è stato valutato non scientifico, egli ha detto. "Il Disegno intelligente non è testable perché il disegno intelligente non offre, ancora, qualsiasi modello per spiegare l'origine della storia della vita e dei suoi dettagli," ha detto Ross. "Abbiamo un modello. Avevamo un modello ancor prima che la circolazione del disegno intelligente è esistita." Ross ha sottolineato che il suo lavoro non dimostrerebbe mai l'esistenza di Dio con il 100% di certezza. "La scienza non è in grado di offrire la prova dell'assoluto. La Scienza non può offrire la prova assoluta dell'esistenza di qualsiasi entità", egli ha detto, ma è in grado di offrire "misurabili probabilità." "Quando ho sposato mia moglie 31 anni fa, ho detto a Lei che è stato un matrimonio senza la prova della sua esistenza. Tutto quello che avevo era un'alta probabilità", ha detto. "Sono stato sposato con lei per 31 anni ed eseguito una serie di esperimenti. Vi posso dire oggi che la probabilità è più elevata." Il Metodo scientifico può anche essere applicato all'esistenza di un'entità che trascende il tempo e lo spazio, egli ha detto e, in particolare, il Dio della Bibbia che porta i tratti descritti nel Vecchio e Nuovo Testamento. "La Bibbia contiene circa 10 volte di più il contenuto circa l'origine e la struttura dell'universo di tutto il resto dei libri sacri combinati di tutto il mondo delle grandi religioni," ha detto Ross. (Egli sa perché ha controllato, egli ha detto.) "Perché è tanto specifico, questo dà la possibilità di metterlo scientificamente alla prova." Un modello di creazione derivato dalla Bibbia dovrebbe includere un universo che emerge da un "inizio di singolarità" - che è, un momento in cui spazio, tempo, materia ed energia entrano in azione dove prima non c'era nulla. "Che cosa è unico circa la Bibbia (tra la creazione di storie) è che si parla di Dio che agisce indipendente nello spazio e nel tempo," ha detto Ross. L'Universo che quindi dovrebbe espandere continuamente e fresco nel corso del tempo, egli ha detto, aggiungendo che tutti e tre gli elementi descrivono l'universo osservato come spiegato dall'esplorazione scientifica moderna. "Per migliaia di anni la Bibbia è stato l'unico testo là fuori che parla di un universo in continua espansione", ha detto. Basato su di osservazione astronomica e calcoli impiegati da Albert Einstein per la teoria della relatività generale, un tale universo è esistito per circa 14 miliardi di anni, Ross ha detto. Il suo modello prevede che i futuri studi scientifici produrranno i seguenti risultati: Aumenteranno Elementi di prova per un solo inizio. Aumenteranno Elementi di prova che il tempo è finito. Crescerà la prova che la relatività generale descrive affidabilità dinamica cosmica. Rafforzamento dei teoremi Spazio-tempo teoremi. Il caso di un nesso tra causalità e agente trascendente acquisterà forza. Elementi di prova per altri eventi miracolosi verranno trovati. "Questo è un modello di ciò che si suppone di fare, non solo spiegare, ma prevedere," ha detto Ross. Un sottoinsieme del suo modello si rivolge a un concetto di Ross che si chiama il "fine tuning" dell'universo. Semplicemente, si dice che le condizioni necessarie per sostenere la vita umana sono così precise che la probabilità matematica che uno di essi si verificherebbe in modo casuale diventa effettivamente pari a zero. Tali variabili influenzano il Sole, la Luna, Giove, la Via Lattea, la Terra, la galassia quartiere e decine di altri elementi dela situazione del nostro pianeta, egli ha detto, giungendo alla conclusione che quando sono combinati, un tale evento improbabile può essere spiegato solo dall'atto di un creatore. Il suo modello prevede che, se esiste un creatore, gli elementi di prova per tale fine-tuning aumenteranno. Negli ultimi 20 anni, ha detto Ross, è la tendenza che la scienza ha prodotto. Quando Ross ha finito, Rainbow ha risposto ad alcune domande. La sua principale domanda non è stata scientifica ma teologica. "Io non sono veramente d'accordo con una sola cosa che lei ha detto, dottor Ross". Ma, "è una delle tue tesi centrali del libro è che le Scritture giudee-cristiane rivelano una sorprendente quantità di ciò che potremmo chiamare informazioni tecniche sul cosmo.… Mi sembra che se Dio esiste ed è veramente così interessato a rivelare la tecnica di informazioni nel modo in cui vengono affermate, allora egli avrebbe potuto fare molto meglio nella creazione posti di lavoro nella Bibbia - ci sono così tante cose che Dio potrebbe avere per renderlo più semplice da capire. Come mai egli non lo ha? " Rana ha detto che la Bibbia è stata limitata nel suo campo di applicazione al fine di raggiungere un ampio pubblico con un efficace messaggio. "Questo è un libro che sta comunicando a centinaia di generazioni", ha detto Rana. "La Bibbia usa solo un vocabolario che in grado di comunicare a qualunque generazione che è la lettura. Ciò limita il grado di contenuto scientifico", soprattutto se si intende Dio per andare bene in un unico volume. Rana, vice presidente per la scienza apologetica, che ha un dottorato di ricerca in chimica dalla Ohio University, ha chiesto un processo analogo per le scienze della vita - principalmente biologia e antropologia. Il modello della Creazione per l'inizio della vita e la storia della vita inizia con scetticismo circa l'evoluzione da una specie all'altra, egli ha detto. Che non esclude l'adeguamento all'interno di una specie attraverso la selezione sessuale naturale o di un degrado di una specie attraverso la perdita di un arto o di altro attributo non essenziale per la vita. In sostanza, egli ha detto, la sua organizzazione è di idea scettica che l'evoluzione ha il potere di creare. Il suo studio biblico ha teorie circa gli inizi della vita - come lodato da Rainbow - così come la storia degli animali e l'emergere dell' uomo. Quest'ultimo, essi sostengono, offre un interessante esempio di successo. Il modello di Rana per l'apparizione degli esseri umani, prevede che essi sarebbe riconducibile a un solo uomo e una donna in un unico luogo in Medio Oriente tra 10000 e 100000 anni fa. Inoltre, esso prevede che altri Ominidi, come ad esempio Neanderthals, sarebbe risultato essere distinto abbastanza da impedire loro di diventare l'uomo moderno. I diversi studi scientifici in diversità genetica offerti da Rana che sono emersi negli ultimi anni, tracciano lo sviluppo umano a un solo uomo e una sola donna in una certa zona dell'Africa orientale tra 50,0000 e 200000 anni fa. Lo stesso schema è stato scoperto quando gli scienziati hanno scoperto modelli di DNA mitocondriale attraverso la linea materna, modello di cromosoma Y attraverso la linea paterna e la dispersione di parassiti umani, ha detto Rana. In riferimento agli Ominidi, egli ha detto che la ricerca genetica ha consentito a un certo numero di campioni di essere mappati e confrontati con il genoma umano - tra cui Neanderthals e la famosa "Lucy". Tutti sono stati provati nello scostarsi troppo dal DNA umano per portare alla conclusione che ha portato uno dall'altro. "E 'interessante il fatto che queste grandi figure che fanno parte del dramma umano evolutivo e sono ritratte in quanto tali nei libri di Biologia di testo sono stati resi come rami laterali", ha detto. Il modello di Rana prevede anche divisioni nel comportamento delle persone e dei primi Ominidi. Egli ha citato le descrizioni di un tale pausa nei lavori di in campo archeologico/antropologico, tra cui "l'anticipo esplosivo" in campo di strumentazione, processi di fabbricazione, di lingua, di strutture sociali, arte, musica e religione. "E 'una comparsa esplosiva di comportamenti sofisticati che penso riflettano l'immagine di Dio ed è il tipo di modello che si attende, infatti, se gli uomini sono stati creati a immagine di Dio", ha detto Rana. "All'inizio gli Ominidi non visualizzavano questi elementi".

lunedì 28 aprile 2008

PALENTOLOGIA: L'UMANITA' RISCHIO' DI SCOMPARIRE PER IL CLIMA

Ai primi Homo sapiens mancò poco, davvero molto poco, per estinguersi per sempre e per noi, loro discendenti, non ci sarebbe stata storia. E' quanto risulta da una ricerca genetica condotta da un'equipe di scienziati internazionali e pubblicata sulla rivista scientifica American Journal of Human Genetics. La storia andò così: l'umanità iniziò a distinguersi dalle altre specie 200.000 anni fa. Circa 150.000 anni or sono, però, si divise in due gruppi distinti che iniziarono a evolvere in due specie differenti e tali rimasero per circa 100.000 anni, prima di riunirsi appena in tempo e dare vita di nuovo all'unica specie di Homo sapiens oggi esistente. Questo fu il più lungo periodo della storia dell'uomo durante il quale due gruppi di popolazione rimasero separate tra di loro. Quando, circa 60.000 anni fa, l'Homo sapiens iniziò a lasciare l'Africa, nella sua prima grande migrazione, le tracce di questa divisione erano ancora ben presenti. "La fusione che permise l'umanità di fondersi di nuovo in un'unica specie avvenne circa 40.000 anni fa", ha spiegato Doron Behar del Rambam Medical Center di Haifa (Israele), che ha partecipato alla ricerca. La divisione della popolazione in due gruppi si verificò in seguito alle aride condizioni climatiche cui furono interessati i nostri più antichi antenati dell'Africa meridionale e orientale, che costrinse la società primitiva a cercare nuove aree per la loro sopravvivenza. Sono numerose infatti, le testimonianze geologiche dell'epoca, che dimostrerebbero tale violento e veloce cambiamento climatico.
Spiega Spencer Wells, responsabile del Genographic Project a cui fa capo la ricerca: "Da sempre si è ipotizzato che l'originale popolazione dell'Homo sapiens che abitava nell'Africa sub-Sahariana, fosse composta da un gruppo di persone molto piccolo, ma che si era sempre mosso più o meno tutto assieme. In realtà la ricerca ci dice che le cose andarono diversamente". Ma perché i ricercatori ipotizzano che l'umanità si avvicinò addirittura all'estinzione? "Perché - dice Wells - i due gruppi di persone erano ridotti a poche centinaia di individui, un numero che può facilmente portare alla scomparsa di una specie. Si diedero davvero molto da fare per riuscire a sopravvivere". Le conclusioni della ricerca sono giunte dopo che Wells e colleghi hanno analizzato 624 genomi completi del DNA mitocondriale, che passa da madre in figlia, di numerose popolazioni che oggi abitano l'Africa sub-Sahariana e questo ha permesso di capire come l'umanità si è evoluta nel passato. La ricerca ha trovato consensi e opposizioni: Peter Foster dell'università Anglia Ruskin (Gran Bretagna) ha detto che le conclusioni di questo studio non gli sono particolarmente nuove, perché già nel 1977 era arrivato alle medesime conclusioni, ma allora non venne creduto fino in fondo. Altri ricercatori invece, sostengono che lo scenario primordiale dell'umanità potrebbe avere avuto una storia diversa e che al momento le prove mitocondriali non sarebbero sufficienti a sostenere al 100% la validità della teoria. Sta di fatto, che se fosse vera, ci siamo davvero solo per un soffio.

I LETTORI CI SCRIVONO: NESSUN NUOVO GEOGLIFO A NAZCA


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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la smentita (a quanto pare corroborata da prove) che il nuovo "geoglifo" rilevato con Google Earth non è tale. E' solo una miniera. La scoperta tratta di cave di estrazione di una pietra vulcanica biancastra ed e' servita per la costruzione di molti edifici coloniali della città di Arequipa, in peruviano la zona viene chiamata Canteras de Sillar.




Nessun GeoGlifo lasciatoci da antichi popoli, ma opera dell'uomo moderno.







Saluti Raffaele (moderatore Ufologia.net).
Ringraziamo della segnalazione e questa pubblicazione è la dimostrazione (per chi ancora avesse dei dubbi) che noi pubblichiamo tutto, senza tirarci indietro, dando la possibilità a tutti i lettori e ricercatori di essere partecipi. Non bisogna nascondere nulla e una sinergia e collaborazione con ricercatori indipendenti fa sì che anche l'ufologia nostrana cresca finalmente. Caso completamente chiuso? "Ni" (Si e No), abbiamo ancora dei piccoli dubbi che tutto sia solo una "cava".





domenica 27 aprile 2008

GOOGLE EARTH: SENSAZIONALE "GEOGLIFO" RILEVATO IN PERU'


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ESCLUSIVA NAZIONALE CENTRO UFOLOGICO TARANTO

Quello che il CUT (Centro Ufologico Taranto) vi mostra in esclusiva nazionale è una foto satellitare, rilevata con Google Earth. Ci troviamo sull’altopiano peruviano e quello che abbiamo rilevato è cio che sembra uno strano geoglifo sopra le catene montuose, a circa 4000 metri di quota. La realizzazione sembra essere stata complessa, visto che si parla di “levigare” roccia dura, dalla cima dell’altopiano, di età di milioni di anni. Per onore di trasparenza a N/E si trova una città moderna. E ciò fa pensare che la costruzione si relativamente recente. Ma lo scopo? Nemmeno un indizio utile. E se la costruzione sia molto più antica e la città è stata costruita molti secoli dopo? Resta il fatto che è un geoglifo, di ignota funzione, costruito sopra la cima di un altopiano, “scolpendo” roccia di milioni di anni (laser?). Un simbolo che sembra avere una chiave di interpretazione tecnologica più che archetipa o religiosa. Un qualcosa di completamente diverso dalle classiche figure animali, antropomorfe o di “piste” che si trovano nel Perù stesso, ci riferiamo naturalmente a Nazca. Se fosse una costruzione preistorica si sconvolgerebbe di molto la storia della civiltà umana, una storia piena di “ombre” e “aiuti” provenienti dal Cosmo. E intanto i nostri occhi rimangono estasiati da questa immagine.

sabato 26 aprile 2008

TURISTA RUSSO FOTOGRAFA UN "UFO" A LONDRA?

Uno studente straniero in visita nella città di Sprea, nel sud di Londra ha affermato di aver visto e fotografato un UFO. Anastasiya Gavrilenko proveniente dalla Russia insiste sul fatto che lei ha visto e catturato il misterioso oggetto in accelerazione attraverso il cielo, mentre era a piedi attraverso un parco a Croydon, a sud di Londra. Mi sono recata al parco perché volevo prendere alcune belle foto in Inghilterra. Ma poi ho notato qualcosa nel cielo. Ho guardato su e ho notato questa cosa nel cielo, ha affermato al "The Sun". E 'stato molto grande ed era in rapido movimento. Aveva le dimensioni di un aereo, ma sembrava più simile a un grande fungo, ha aggiunto. Gavrilenko ha detto che lei è rimasta scioccata quando ha visto lo scatto. Non ho mai creduto in cose come gli UFO prima di questa immagine, ma ora penso che potrebbe essere vero, ha detto.

Fonte: http://www.thaindian.com/

venerdì 25 aprile 2008

CLIMA: ASSENZA MACCHIE SOLARI, TERRA VERSO ERA GLACIALE

BREAKING NEWS

L'attivita' delle macchie solari non ha ripreso da quando ha raggiunto un anno fa il minimo in 11 anni, suscitando il timore che la Terra, lungi dal riscaldarsi come tutti temono, si stia dirigendo verso un'altra era glaciale. Lo afferma il geofisico e ingegnere astronautico Phil Chapman, primo australiano a diventare un astronauta della Nasa, il quale ha studiato le rilevazioni dell'Osservatorio solare ed eliosferico degli Stati uniti, secondo cui attualmente le macchie solari sono quasi del tutto assenti. Contrariamente ai timori sul riscaldamento globale, la temperatura terrestre e' rimasta stabile o e' leggermente diminuita nell'ultimo decennio, nonostante il continuo aumento di concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera, e ora la temperatura globale sta rapidamente diminuendo, spiega Chapman.Tutte e quattro le agenzie che registrano la temperatura della Terra, tre in Usa e una in Gran Bretagna, riferiscono che questa e' diminuita di 0,7 gradi Celsius nel 2007, il cambiamento piu' rapido finora registrato con strumenti, che ci fa tornare alla temperatura del 1930. ''Se la temperatura non torna presto a risalire, dobbiamo concludere che il riscaldamento globale e' finito'', aggiunge. Le macchie solari sono zone ristrette della superficie solare che appaiono nere all'osservazione ottica per via della minore emissione di luce rispetto all'area circostante, piu' calda, della fotosfera, e sono originate da intensi campi magnetici che raffreddano il plasma. Alcuni scienziati ritengono che un forte campo magnetico solare, quando vi e' una forte attivita' di macchie solari, protegge la Terra dai raggi cosmici, riducendo la formazione di nuvole. Quando pero' il campo magnetico e' debole, durante la bassa attivita' di macchie solari, i raggi possono penetrare nella bassa atmosfera e la copertura di nuvole cresce, raffreddando la superficie terrestre. E' tempo di mettere da parte il dogma del riscaldamento globale, almeno per cominciare una programmazione di contingenza su cosa fare se ci stiamo avviando verso un'altra piccola era glaciale, simile a quella che e' durata dal 1100 al 1850. sostiene Chapman. Non vi e' dubbio che una prossima piccola era glaciale sarebbe molto peggiore della precedente, e piu' pericolosa del riscaldamento, poiche' la popolazione mondiale e' molto piu' numerosa e dipende da poche aree agricole temperate. Lo scienziato propone misure preventive, o ritardanti, come percorrere con bulldozer in Siberia e in Canada le distese di neve, per renderla sporca e meno riflettente. ''La mia valutazione e' che vi sia una probabilita' di almeno il 50% che nei prossimi decenni si assista ad un significativo raffreddamento, piuttosto che ad un riscaldamento''.
Fonte: www.ansa.it

giovedì 24 aprile 2008

GLI "UFO" APPARSI SU PHOENIX ERANO PALLONI

Mistero svelato, gli UFO che lunedi scorso hanno beffato migliaia di persone a Phoenix (Arizona) erano solo degli innocui palloncini a elio. Lo ha confermato un reo confesso, tale Lino Mailo, che ha affermato ciò al quotidiano "Arizona Republic". Mistero risolto.
Articolo completo (in inglese) su:

mercoledì 23 aprile 2008

RITORNANO GLI "UFO" A PHOENIX E RESTANO UFFICIALMENTE INSPIEGATI





I residenti di Phoenix e media locali erano frizzanti martedì perchè la città ha vissuto un incontro ravvicinato del primo tipo. Luci di colore rosso dalla forma prima di una "piazza" e poi di un triangolo fluttuante sono state osservate a nord di Phoenix nel tardo lunedi .Non si sa da dove venivano. L'Air Force ha detto che le luci non provenivano da nessuna operazione di volo e funzionari all'aeroporto di Deer Valley e Phoenix Sky Harbor International Airport non possono spiegarlo. Le luci sono state visibili per circa 13 minuti circa lunedi alle l8 pm . Un ufficiale della Luke Air Force Base ha riferito che nessun aereo da caccia era in volo lunedi notte e le luci non fanno parte di nessuna attività dell'Air Force. Funzionari del Corpo del Marine Air Station in Arizona Yuma e della Guardia Nazionale hanno detto non c'era svolgimento di eventuali operazioni di volo. Un portavoce del North American Aerospace Defense Command, che controlla le informazioni su missili o altri oggetti umani che si inseriscono nell'atmosfera, ha riferito che l'agenzia non ha ricevuto segnalazioni di attività nella regione. Funzionari dell'aeroporto hanno detto che le luci non provenivano da i loro aeromobili. Ian Gregor, un portavoce della Federal Aviation Administration, ha detto che i controllori del traffico aereo a Sky Harbor hanno assistito alle luci, ma non si conosce la causa. "Non vi era nulla di insolito sul nostro radar oscilloscopio. Non ci sono stati aerei non identificati sul nostro radar oscilloscopio. Si tratta di un non-problema per noi", ha detto Gregor. "Non c'è niente da indagare". L'incidente ricorda quello che è avvenuto la notte del 13 marzo 1997.


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PALEONTOLOGIA: ERANO "ACQUATICI" I PRIMI ELEFANTI

Gli antichi antenati degli odierni elefanti conducevano una vita semi-acquatica come gli attuali ippopotami. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford che sono stati in grado di desumere alcune abitudini di vita dei primi proboscidati, Moeritherium e Barytherium, vissuti oltre 37 milioni di anni fa, nell'Eocene.
!I dati molecolari di cui siamo in possesso ci dicono che gli elefanti condividono un antenato comune con trichechi e dugonghi", ha detto Alexander Liu, che ha diretto la ricerca e firma un articolo in proposito sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Ciò suggerisce che gli elefanti possano avere un antenato i cui modi di vita erano 'anfibi'. Sfortunatamente di Moeritherium e Barytherium possediamo solamente frammenti, per cui invece di osservare le loro ossa dobbiamo guardare alla composizione chimica dei loro denti per determinare che cosa mangiavano e come vivevano."
Gli isotopi del carbonio presenti nei denti danno infatti indicazioni sul tipo di dieta dell'animale, mentre le variazioni nei rapporti fra quelli dell'ossigeno indicano che gli alimenti si trovavano nelle fonti d'acqua locale. La conclusione che Moeritherium conducesse una vita semi-acquatica è stata così ottenuta confrontando i rapporti fra i vari isotipi presenti nell'antico elefante con quelli ricavati dall'esame di altri animali della stessa epoca, per i quali si è sicuri che conducessero una vita esclusivamente terrestre.
"Il prossimo passo sarà quello di condurre un'analisi dello stesso tipo su altri antenati degli elefanti, in modo da determinare quando si verificò il passaggio da una vita semi-acquatica a una vita terrestre, e quando si verificò la separazione che ha dato rigine da un lato ai sirenidi, che oggi hanno una vita esclusivamente acquatica, e i proboscidati", ha concluso Liu.

LA LUNA NELLA CODA MAGNETICA DELLA TERRA

Un gruppo di scienziati della NASA ha cominciato a studiare ciò che succede ogni mese quando la Luna viene investita dalla coda del campo magnetico terrestre.
“La coda magnetica della Terra si estende ben oltre l’orbita della Luna: per questo motivo il satellite la attraversa un volta al mese”, ha spiegato Tim Stubbs, dell’Università del Maryland e del Goddard Space Flight Center. “Ciò può avere conseguenze diverse sul suolo lunare dalle tempeste di polvere alle scariche elettrostatiche.”
Per coda magnetica della Terra s'intende un’estensione del campo geomagnetico, che circonda il notro pianeta come una bolla, per effetto del vento solare che la “stira” in direzione opposta al Sole. Questa circostanza si verifica quando c’è luna piena.
“La Luna entra nella coda tre giorni prima della luna piena, e impiega sei giorni per attraversarla”, ha continuato Stubbs. E proprio durante il transito, la Luna entra in contatto con il plasma di particelle cariche che sono intrappolate nella coda: tra queste vi sono anche elettroni, che caricano negativamente la superficie della Luna. Sul lato illuminato, questo effetto è controbilanciato dalla radiazione ultravioletta del Sole, che mantiene parte degli elettroni lontani dalla superficie. Per contro, sulla faccia oscura gli elettroni possono accumularsi, determinando localmente delle differenze di potenziale che arrivano anche a migliaia di volt.
Le prove che documentano questo scenario sono rappresentate dalle osservazioni della sonda Lunar Prospector della NASA che ha orbitato intorno al satellite nel biennio 1998-99, monitorando molti transiti nella coda magnetica.
“Durante alcuni di essi, la sonda ha rivelato alcune variazioni nelle differenze di potenziale sulla parte in ombra della superficie lunare che passavano tipicamente da - 200 a -1000 V” ha concluso Jasper Halekas dell’Università della California a Berkeley che ha analizzato i dati vecchi 10 anni.
“È importante notare - ha spiegato Halekas - che il ‘velo’ di plasma, da cui derivano tutti gli elettroni è una struttura molto dinamica. È in costante stato di moto: quando la Luna attraversa la coda magnetica può spazzarla diverse volte. Come risultato, è possibile immaginare che sulla Luna sia presente un ambiente elettromagnetico molto variabile”.
Queste considerazioni sono ritenute importanti soprattutto in vista di una nuova futura missione umana sul nostro satellite naturale, prevista dai piani della NASA.

martedì 22 aprile 2008

TURCHIA: SCOPERTO TEMPIO RISALENTE A 12.000 ANNI FA!

Un tempio risalente a circa 12mila anni fa è stato scoperto in Turchia. La scoperta è estremamente importante e sconvolgente; e che potrebbe riscrivere la storia delle civiltà antiche. Infatti tra le altre cose è stata trovata un immagine che ritrae una figura metà uomo, metà leone, una sfinge risalente a migliaia di anni prima a quella presente in Egitto e che è presente nella zona sud orientale della Turchia, Siria settentrionale. Le civiltà evolute partirono da qui agli albori della conoscenza?
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ASTROFISICA: SISMI E BRILLAMENTI SUL SOLE

I dati raccolti dalla sonda SOHO dell’ESA/NASA mostrano chiaramente che le potenti onde sismiche presenti sul Sole sono correlate ai brillamenti che hanno luogo sulla sua superficie. Le osservazioni forniscono ai fisici che studiano la nostra stella nuove informazioni su un fenomeno rimasto misterioso per moltissimo tempo, e un metodo utile per lo studio anche di altre stelle.Lo strato più esterno dell’interno del Sole è un ribollire continuo di gas ad altissima temperatura: in questa regione, la turbolenza determina increspature che percorrono la superficie solare, rendendola una complesso insieme di eruzioni e depressioni.Il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) frutto della collaborazione tra ESA e NASA si è dimostrato uno strumento di grande utilità per studiare questo fenomeno. La scoperta di come le increspature si muovono intorno al Sole consente per esempio di ottenere informazioni sulle condizioni presenti all’interno del Sole: una classe di oscillazioni da 5 minuti, con una frequenza di circa 3 millihertz, si sono dimostrate particolarmente utili.Christoffer Karoff e Hans Kjeldsen dell’Università di Aarhus, in Danimarca, hanno trovato qualcosa in più: una correlazione tra le oscillazioni da 5 minuti e i brillamenti: dalle più recenti osservazioni infatti è emerso che quando il numero di brillamenti solari aumentava, lo stesso accadeva all’intensità delle oscillazioni. “La forza della correlazione è tale che non ci possono essere dubbi a riguardo”; ha spiegato Karoff.Un fenomeno simile di verifica sulla Terra in seguito ai più intensi terremoti: nel 204, per esempio, il sisma che colpì Sumatra e Andaman diede il via a onde sismiche che percorsero la superficie della Terra come le vibrazioni di una campana per molte settimane.La correlazione non rappresenta il termine della ricerca: gli studiosi ora intendono proseguire per comprendere il meccanismo grazie al quale i brillamenti causano le oscillazioni.

OGGETTO VOLANTE SCONOSCIUTO FOTOGRAFATO IN SUD CAROLINA?

Questa foto è stata scattata il giorno 19 Aprile 2008 in una zona esterna, nei pressi di una ditta del Sud Carolina. Improvvisamente due testimoni guardano uno strano oggetto sopra il cielo, che si muove a circa 100 piedi di altezza dal suolo. Il misterioso oggetto volante si muoveva da nord a sud. Uno dei testimoni va a prendere una videocamera a basso costo dall'ufficio e in tutta fretta fotografa l'intruso. Dopo di che l'oggetto si muove a tutta velocità e scomparve. Si nota un compagno che guarda verso l'alto l'oggetto. La foto non è di buona qualità ed è al vaglio del MUFON (Mutual UFO Network).

lunedì 21 aprile 2008

FOTOGRAFATO UN VELIVOLO TRIANGOLARE: AURORA O "TR3B"?




Queste foto sono state scattate il 19 Aprile 2008, alle ore 11:24 antimeridiane, nei pressi di un caseggiato posto a Greenville (Carolina del Sud). Il testimone che ha divulgato le foto al circuito internet "ufosnw" ha dichiarato che mentre era intento a controllare un nido d'uccello, nota passare a bassa quota per circa 2 minuti e mezzo un velivolo triangolare, che non emetteva nessun rumore. Fa a tempo a prendere la sua macchina fotografica e fare delle foto. L'unico suono che ha sentito era quello simile a un "trasformatore". La foto è autentica. Cosa era? Il velivolo Aurore o il triangolo volante, a propulsione a plasma "TR3B"?


SFERE LUMINOSE IN VOLO SOPRA ST. AUGUSTINE (FLORIDA)

I locali di St. Augustine sanno che sopra le loro teste volano numerosi aerei, dopo tutto sono vicini a un aeroporto. Ma, sabato notte, c'è stata gente del posto che affermava qualcos'altro in volo che attraversava il cielo. Laura Puckett, una residente vicino alla spiaggia, dice che ha visto due orbs arancioni identici. Ha riferito che i globi fiammeggianti viaggiavano alla stessa velocità, con uno leggermente più avanti rispetto all'altro. Dice che sono gli UFO. Lei dice che sono hanno volato attraverso la costa intorno alle 9:00 pm.
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lunedì 7 aprile 2008

TROVATO UN AGGLOMERATO URBANO SU MARTE?



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ESCLUSIVA NAZIONALE CENTRO UFOLOGICO TARANTO


Quello che il CUT (Centro Ufologico Taranto) vi propone in anteprima nazionale è la scoperta di una possibile città sul suolo marziano. La zona interessata si trova nei pressi del cratere Hale dal diametro di di 137, 5 km e si trova a 35,7 ° Sud, 323,4 ° Est su Marte, appena a nord del bacino di Argyre. E 'stato creato da un asteroide di circa 35 km attraverso un impatto che è avvenuto a angolo obliquo attorno ai 3,5 a 3,8 miliardi di anni fa. Il cerchio è eroso e mostra molti piccoli impatti, ma successivamente i depositi sono stati coperti da piccoli crateri all'interno di esso. La foto originale proviene dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea), elaborata con colori gialli e probabilmente filtrata. Infatti nella zona sud di suddetta immagine (http://esamultimedia.esa.int/images/marsexpress/137-021104-0533-6-3d2-01-HaleCrater_H.jpg) si notano quelli che a prima vista sembrano errori di "pixel". Ma abbiamo avuto la felice idea di invertire i colori (non l'immagine) e quello che è venuto fuori è ciò che sembra un gigantesco agglomerato artificiale, di estensione immensa. Una scoperta inquietante e che deve essere divulgato. Naturalmente questa è una ipotesi di lavoro preliminare, soggetta a variazioni di interpretazioni, ma al momento resta una immagine sconvolgente e importante.

GLI UFO?: ROBA DA CRIPTOZOOLOGI

E’ inutile nascondercelo, il mondo degli UFO è diventato prigioniero dell’ univoca e quasi insindacabile interpretazione che così recita: “essi sono astronavi aliene che, per un qualche ignoto motivo, fanno periodicamente visita alla nostra Terra”.
Al di la delle dichiarazioni di facciata che spesso sentiamo ribadire in riviste, conferenze ed ogni altra forma di comunicazione (“gli UFO sono, per definizione, un qualcosa di volante ma non conosciuto, quindi dobbiamo essere aperti ma, al contempo, alquanto prudenti”), tutti, o quasi, gli studiosi propendono per l’ipotesi “extraterrestre”.
E questa con tutta una serie di reazioni a cascata (rapimenti, esperimenti, “patti scellerati” e che più ne ha più ne metta) sulle quali gli ufologi più sfacciati battono gran cassa (non da ultimo per motivi economici, essendo questa la teoria che fa più presa sul grande pubblico).
Ciò non significa, ovviamente, che l’ipotesi “viti e bulloni” non abbia una sua ragion d’essere e che non vi siano seri studiosi che, con equilibrio la portino avanti, ma il fatto che, dopo decenni di studi e ricerche non abbia portato a risultati concreti, deve far riflettere.
Questa “fossilizzazione” interpretativa ha, in ogni caso, inaridito altri modi di ragionare che potrebbero, se non trovare l’esatta chiave di volta del problema, portare, almeno, ad una sua visione più esaustiva.
Vediamo, allora, di parlare di una teoria che, seppur non nuova, è certamente poco conosciuta ed, ancor più, ingiustamente bistrattata (una “dannata”, direbbe il nostro Charles Fort). E, non mancheranno le sorprese, soprattutto, per i lettori più giovani abituati a “pane & grigi”.


La teoria

In poche parole, secondo la teoria che andremo ad esporre, “gli ufo sono entità animate o, più in generale, una forma sconosciuta di vita animale, che dimora abitualmente nell’alta atmosfera”.
Essa si nutre di energia, calandosi periodicamente a bassa quota alla ricerca di “cibo”. Detta così, può sembrare una affermazione piuttosto azzardata, buona, al massimo, per suscitare i classici “sorrisini” di sufficienza.
Vediamo, allora, di riuscire a motivarne la consistenza.
Nel corso dell’articolo risulteranno evidenti, da una parte, le caratteristiche “animalesche” della manifestazione, dall’altra, una sua possibile interpretazione zoologica, anche alla luce delle ultime scoperte della biologia e dei tantissimi indizi (ma che bisogna saper cogliere e collegare) che si presentano sotto varie forme.
E partiamo dalla sua storia (la teoria, seppur già formulata nei decenni scorsi nella sua essenza fondamentale, è stata ampliata e rivista da chi scrive), tenendo sempre ben presente che il significato della parola “vita” è alquanto incerto e concettualmente espandibile.
Valga per tutti l’esempio dei virus che a volte sembrano esseri viventi a tutti gli effetti, in altre si presentano in uno stadio di inanimato cristallino (per poi magari tornare a fare i “viventi”).


La storia

Da sempre la letteratura e le tradizioni ci parlano di creature dell’aria, i cosiddetti spiriti elementali o silfidi, ma il primo a proporre una teoria che esulasse dal fantastico fu tal John Paul Bessor di St. Thomas in Pennsylvania. Negli anni Quaranta, poi, la sottopose ad un ufficiale della Sezione Stampa dell’Air Force.
Come si può ben immaginare la cosa non ebbe un particolare seguito, nonostante quest’ultimo la definì una delle teorie più intelligenti di sua conoscenza, e non suscitò un particolare interesse, a dire il vero, neppure fra gli studiosi di ufologia, fagocitati dalla teoria ETH, che vuole gli UFO, come sappiamo, pilotati da intelligenze extraplanetarie.
Solo Kenneth Arnold la trovò convincente, persuaso come era che gli UFO fossero una sorta di meduse dei cieli.
A dare un po’ di voce alla già dimenticata teoria ci pensò, dopo alcuni anni, la contessa viennese Zoe Wassilko che la sviluppò in un articolo pubblicato nel 1955 sulla rivista svizzera “Inconnue”. Si dovette aspettare, però, il 1973, ed il compianto zoologo Ivan T. Sanderson, per arrivare ad una definizione meno nebulosa e più scientifica della teoria medesima.


La struttura organica e la “alimentazione”

Queste strane creature potrebbero essere dei particolari “siliconi colloidali”, detto in parole povere dei composti di silicio (non per nulla si parla anche di “bambagia silicea”) ed ossigeno capaci di resistere sia a temperature estreme (-90°C + 500°C) che alla irradiazione solare, mostrandosi come forme luminose in costante movimento se colpite da fasci luminosi.
Apparirebbero tenui e a volte evanescenti, come è logico aspettarsi per esseri viventi a proprio agio in un ambiente rarefatto ed a bassa gravità.
Si nutrirebbero di pura energia (ricordiamo, tra l’altro, che il silicio è un accumulatore ideale di quest’ultima, vedi, ad esempio, le batterie al silicio), caratterizzandosi di una precisa luminosità e abitando di regola negli stati alti dell’atmosfera dove abbondano i raggi cosmici ed altre forme di radiazione.
Se la cosa può apparire strampalata proviamo a seguire questo ragionamento.
La natura non fa salti ed ha una logica operativa sequenziale.
In pratica, se gli animali si nutrono di materia, i vegetali di materia ed energia (utilizzano la luce del sole per la fotosintesi clorofilliana) perché non dovrebbero esistere esseri che si cibano di sola energia?
Una forma vivente intelligente, dunque, (seppur non a livelli eccelsi), non ancorata ad un corpo organico ma fatta di sola energia.
Decine sono i filmati realizzati durante le missioni spaziali in orbita attorno al nostro globo dove si possono notano oggetti luminosi, quasi puntiformi, che sembrano vagare senza una meta apparente, ma capaci di mutare improvvisamente la propria traiettoria.
Periodicamente, poi, scenderebbero a quote basse per rifornirsi di “cibo”, mostrandosi visibili in luoghi dove abbonda la produzione di energia: centrali termoelettriche, installazioni militari, città etc. ma anche per semplice curiosità.
Ricordiamo, a titolo di esempio, gli UFO apparsi nel 1947 presso le installazioni atomiche di Hanford e di Oak Ridge, nel Tennessee, dove aveva sede l’Atomic Energy Commission, oppure ad Alamogordo, località sopra la quale era esplosa la prima bomba nucleare.
In ogni caso, e non per nulla, le testimonianze di strani oggetti luminosi in cielo sono aumentate a partire dalla seconda metà del XX° secolo, quando la tecnologia, con l’annesso surplus energetico, ha fatto passi da gigante.
Ma vi è un altro fatto altamente sospetto.
Secondo il climatologo tedesco Sami Solanki il Sole è ora più attivo che in qualunque altro momento degli ultimi 11.000 anni, fenomeno iniziato negli anni Quaranta, con la presenza in misura maggiore all’ordinario di macchie, brillamenti ed eruzioni solari.
Sarà un caso, ma proprio in quegli anni gli UFO sono entrati da protagonisti nello scenario dei nostri cieli.
E negli ultimissimi anni, parallelamente ad un eccezionale incremento dell’attività della nostra stella (il 20 gennaio 2005 la “macchia” n°720 scatenò un “flare” di tale potenza e velocità che riversò su una parte del nostro pianeta, dopo solo 30 minuti rispetto alle 24 ore ordinarie, una tale quantità di protoni da uccidere eventuali astronauti in orbita), si è assistito ad un moltiplicarsi di avvistamenti di misteriosi e luminosi oggetti aerei.
Questo può significare che le “alte sfere” della nostra atmosfere stanno diventando nocive per qualunque forma vitale, anche le più resistenti, senza considerare l’indebolimento del campo magnetico e dell’impoverimento dello strato dell’ozono.
Insomma, verrebbe da dire: “il sole è il loro pane quotidiano, ma quando è troppo è troppo”.
Di conseguenza, queste state creature cercherebbero rifugio in una fascia più protetta dell’atmosfera (quella più bassa).
Che ci sia un legame con l’attività solare lo dimostrano anche gli studi di Hessdalen.
Per i pochi che non ne fossero a conoscenza ricordiamo che si tratta di una valle norvegese dove, da decenni, analisi visuali e strumentali hanno documentato la presenza di “apparenze” luminose non identificate.
Esse si presentano in forma ovale, triangolare, ma più spesso non definita e si muovono velocissime, pulsano e cambiano colore, spesso dal bianco al rosso e viceversa.
E la loro massima espressione sembra proprio trovare una sua corrispondenza con i picchi dell’attività solare, in particolar modo, quella giornaliera.
Ma ora veniamo alla parte inquietante di tutto il nostro ragionamento.
Il sospetto, infatti, è che queste strane creature possano nutrirsi non solo di energia ambientale e meccanica ma anche di quella … umana.
La letteratura parapsicologica ci insegna, infatti, che esisterebbero delle entità, chiamate “larve”, dall’apparenza nebulosa ed incerta, il cui scopo è quello di “succhiare” l’ energia psichica degli umani.
Una sorta di vampiri, bramosi di una particolare forma di energia, quella vitale.
Essi si manifesterebbero particolarmente in luoghi ad alta tensione emotiva, come ad esempio i cimiteri, dove si creerebbe una sorta di “magazzino” di emotività psichica.
Chi non ricorda al proposito i cosiddetti fuochi fatui, che la scienza ricompone nell’unico grande calderone delle emissioni di metano in presenza di fosfina.
Ma, come sempre, analisi approfondite di tutte le testimonianze non riescono a ricondurre la casistica a quella unica causa.
Rimanendo nello stesso ambito, sono state particolarmente tragiche le vicissitudini accadute ai poveri villaggi del Rio delle Amazzoni negli anni Settanta. Sfere di luce che volteggiavano in aria lasciavano partire raggi ustionanti verso i malcapitati testimoni che non avevano scampo. Ustioni, necrosi e due piccoli fori sul collo o sul petto erano il “ricordo” che a loro lasciavano.
E, come è facile intuire da quest’ultima annotazione, spesso rimanevano mezzi dissanguati.
Insomma, le nostre luci sembra che, quando hanno “fame”, non vadano molto per il sottile.


Le evidenze “corporali”

E’ lecito chiedersi, a questo punto, se mai siano state trovate tracce fisiche di questi esseri.
Forse le sono i cosiddetti “capelli d’angelo”. Si tratta di una sostanza biancastra a volte grumosa, a volte filamentosa, simile a ragnatele, che cade dal cielo in qualunque condizione meteorologica e, una volta a contatto col terreno, tende a disgregarsi e a subliminare nel giro di poco tempo.
E questo potrebbe giustificare la mancanza (apparente) di “cadaveri” di queste creature.
In sostanza, quando esse cessano di esistere, la materia della quale sono fatte finirebbe per dissolversi rapidamente.
Gli stessi fulmini globulari (altra denominazione per apparenze sferiche luminose), ad un certo momento del loro muoversi erratico, spariscono senza lasciare traccia alcuna. Spesso, la precipitazione dei “capelli d’angelo”, è stata, poi, associata al passaggio aereo di strani oggetti luminosi (in almeno un caso sono stati proprio visti fuoriuscire da essi), finendo per ricoprire tetti, campi ed ogni altra superficie esposta.
In ogni caso si manifestano da secoli, lo stesso Charles Darwin ne ebbe esperienza con la sua nave Beagle e Charles Fort la cita come “simile a sapone e gelatinosa”.
Che cosa sarebbero, dunque?
Di sicuro i ragni non c’entrano nulla perché la composizione delle loro ragnatele è diversa e perché, in quei momenti e sentendo i testimoni, in giro non se ne vedevano (in ogni caso, ve ne dovrebbero essere stati nubi di milioni di esemplari).
Chi è riuscito a far analizzare l’enigmatica sostanza parla di una composizione essenzialmente silicea, con magnesio e calcio, ma in una miscellanea che non trova riscontri sulla Terra. Ad esempio le analisi condotte sul materiale caduto il 22 ottobre 1973 a Sudbury nel Massachussets citano una sostanza al 95% organica (silicio, potassio, calcio e fosforo).
La costante e preponderante presenza del silicio è un punto importante e vediamo di inquadrala in un discorso più ampio.
Noi tutti sappiamo che la nostra vita si basa essenzialmente sul carbonio le cui caratteristiche, come ad esempio la capacità di legarsi con altri atomi, formando lunghissime catene stabili di molecole complesse, lo rendono ideale per le strutture viventi.
Ma anche il silicio, da sempre considerato il suo “alter ego” per la capacità di formare pure lui, anche se in misura minore, i lunghi tipi di catene necessari alla vita, potrebbe rappresentare una valida alternativa (non dimentichiamoci neppure che è ben 150 volte più abbondante sulla Terra, rispetto al carbonio).
Se è pur vero, poi, che ha meno versatilità di quest’ultimo, mantiene, comunque, delle caratteristiche tali da poterlo considerare, a detta di numerosi scienziati, un possibile costituente fondamentale di organismi viventi. Anche perché le “catene” sopra citate possono essere composte da atomi di due elementi diversi (cioè non tutto carbonio o tutto silicio).


Le similitudini con gli animali tradizionali

Che gli oceani ed i mari siano ricchi di una fauna sconosciuta è una verità ampiamente riconosciuta nel mondo scientifico.
Analogamente non è insensato supporre che anche il nostro cielo possa ospitare forme di vita non ancora scoperte.
Ricordiamoci che la “vita” tende ad occupare ogni nicchia dell’ambiente naturale.
Certamente essa apparirebbe strana e diversa per la particolarità del contesto, ma sempre di “vita” si tratterebbe.
Gli esseri, della quale sarebbero l’espressione, potrebbero aver abitato la Terra fin dai tempi più remoti, seguendo, però, una propria linea evolutiva, differenziandosi fin da subito, ed in maniera decisa, dal resto del mondo animale.
Oppure, non si può escludere che siano i sopravvissuti di una qualche lontana catastrofe planetaria, in seguito testimoni delle nuove forme di vita nel momento in cui la Natura ricominciò “tutto da capo”.
Nonostante ciò, esistono delle significative similitudini fra queste apparenze luminose e gli animali che ci sono famigliari.
Possono avere forme diverse, cambiare improvvisamente colore (come i camaleonti), mostrare una intelligenza elementare (come le scimmie o i delfini), muoversi in modo repentino con bruschi arresti (come i felini o le forme microscopiche dell’acqua), volteggiare con comportamenti irregolari (come le farfalle), avvicinarsi con bizzarra curiosità ma evitando il contatto con gli esseri umani (come quasi tutti gli animali), sprigionare una apparente giocosità (come i cani), difendersi con scariche di energia (come le razze o i pesce-gatto), resistere alle condizioni ambientali più proibitive (come i virus), apparire luminosi (come certi pesci ed insetti).
A proposito di “intelligenza”, alla quale si è appena fatto cenno, è interessante notare come le sue espressioni siano di tipo elementare, quasi istintuale ed ai limiti del fanciullesco.
Come interpretare altrimenti quanto succede nella valle di Hessdalen, dove le luci, se colpite da un raggio laser, raddoppiano la loro frequenza di pulsazione mentre, se da un fascio di torcia, si spengono. Ma anche altri episodi della casistica UFO ricordano questo atteggiamento: aerei che accendono le luci d’atterraggio e pure l’UFO accende le sue, l’aereo che lampeggia 2-3-5 volte e l’UFO risponde lampeggiando 2-3-5 volte (ad esempio a S.Bernardino, California, il 14 novembre 1955). Anche le segnalazioni da terra tramite torcia hanno avuto la stessa tipologia di risposta (Italia, 1965, esperimento da parte di studenti universitari).
Insomma, si tratterebbe di una sorta di puntuale riflesso incondizionato che ha poco da spartire con un’ipotetica intelligenza interstellare, capace di attraversare gli abissi del cosmo per giungere fino a noi, ma, piuttosto, con il comportamento dei nostri animali domestici.
E si potrebbe continuare con le similitudini.
A volte si sono viste piccole luci uscire da una più grande (come se si trattasse di un parto o, meglio ancora, una moltiplicazione cellulare), oppure il contrario, luci modeste rientrare in una imponente (come i marsupiali che si rituffano nella sacca della madre).
Inoltre, come per gli animali terrestri, dove la velocità di spostamento è tanto più elevata tanto più ci si innalza nell’atmosfera (dal lombrico che striscia nel sottosuolo al rondone asiatico che raggiunge i 240 km orari la strada è veramente lunga), anche per gli UFO l’essere alle massime altezze consentirebbe velocità vertiginose (come attestato da numerosi testimoni).
Inoltre il fatto che nei mari gli animali più grossi vivono vicino alla superficie, potrebbe giustificare il fatto che gli UFO non sono sempre visibili (i più grossi vivrebbero ai margini dell’atmosfera e quindi più lontano rispetto al nostro punto di osservazione ancorato alla superficie terrestre).


Le conclusioni

Quali conclusioni trarre da questa breve chiacchierata?
Chi scrive rimane dell’opinione che il fenomeno UFO abbia diverse cause, alcune probabilmente già correttamente individuate, altre ancora sconosciute.
In ogni caso è convinto, da una parte, che la teoria sopra esposta possa meglio rendere ragione, pur non essendo esaustiva, della fenomenologia osservata, al contrario di altre correnti interpretative.
Se noi, infatti, condiamo con una buona dose di logica, da una parte i dati inoppugnabili (la similitudine comportamentale con gli animali e le analisi chimiche della sostanza materiale strettamente correlata al fenomeno) e dall’altra tutta la serie di indizi di tipo meteorologico, astronomico, biologico, paranormale, storico e di casistica ufologia che si presenta, il ragionamento ci può, allora, condurre alla soluzione che in queste pagine abbiamo prospettato.
Sicuramente l’idea ETH ha mostrato, comunque, di far acqua da tutte le parti ed andrebbe ridimensionata, seppur non esclusa.
Infatti esiste una determinata (ma ridotta) casistica (vedi i casi Zanfretta, Villas Boas e Walton, il carosello di Washington e l’Almirante Saldanha) per la quale la teoria extraterrestre sembra la più idea a dar conto dei fatti.
Ma non bisogna dimenticare che, più in generale, al di la della mancanza di concrete evidenze in grado di supportarla (e dopo decenni dalla sua formulazione la cosa dovrebbe far riflettere) esistono delle considerazioni logiche di partenza che, per quanto ne dicano tanti ufologi di grido, rimangono sempre valide.
Senza entrare in modo approfondito nel tema, che non è oggetto del presente articolo, basti ricordare il problema della“distanza”.
L’affermazione “una civiltà avanti migliaia di anni rispetto alla nostra avrebbe una tecnologia inimmaginabile” (e quindi gli alieni di una lontanissima stella potrebbero giungere tranquillamente fino a noi) lascia il tempo che trova.
Nel senso che, seppur possibile, non è detto che sia probabile.
Il trend del nostro progresso tecnologico, dopo il boom di una parte del Ventesimo secolo, è, infatti, decisamente rallentato.
Siamo andati sulla Luna alla fine degli anni Sessanta, ma oggi, dopo quattro decenni, rimaniamo, dal punto di vista delle imprese spaziali, più o meno, fermi a quel momento.
Ciò significa che la tecnologia, dopo una “esplosione” iniziale, può procedere molto, molto lentamente.
Ma non dimentichiamoci, neppure, le possibili differenze temporali fra le civiltà nell’universo, la probabilità che esse finiscano, forse, per autodistruggersi etc.
Insomma, è difficile credere che nel nostro pianeta ci sia quel via vai di astronavi aliene degno dei nostri esodi ferragosto e pilotate da esseri di ogni forma e colore.
A questo punto, credo, sia necessario, per lo meno, fermarsi un attimo, riflettere con attenzione e riconsiderare tutto dall’inizio.

I NOSTRI CONVEGNI, 2003 SECONDA PARTE: "PROGETTO OMEGA" DEL DOTTOR MAURO PANZERA

CONTINUAMO IL NOSTRO "ESCURSUS" SUI CONVEGNI REALIZZATI DAL CENTRO UFOLOGICO TARANTO, CON LA SECONDA PARTE DEL CONVEGNO "UFOLOGIA DEL 3° MILLENNIO, DAL PASSATO AL FUTURO", TENUTO A TARANTO NEL NOVEMBRE 2003. E' LA VOLTA DEL SOCIO CUN (CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE), NONCHE' RESPONSABILE REGIONALE CUN PUGLIA, DOTTOR MAURO PANZERA, CON LA RELAZIONE "IL PROGETTO OMEGA, UN'IPOTESI DI SVILUPPO". BUONA LETTURA E ARRIVEDERCI (CON I NOSTRI CONVEGNI) ALLA PROSSIMA SETTIMANA CON LA RELAZIONE DI UN ALTRO SOCIO CUN, QUELLA DEL DOTTOR GIOVANNI NICOLETTI.



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COME ANNUNCIATO, IERI SERA SIAMO STATI OSPITI (NELLE PERSONE DI VINCENZO PULETTO, ANTONIO DE COMITE E FRANCO PAVONE) DELL'AMICO ANTONIO AMODIO, GESTORE DEL LOCALE "AREA 51, PROFONDO PUB". UN LOCALE DALLE SCENOGRAFIE MOZZAFIATO, DOVE VENGONO ILLUSTRATE SCENE SIA IN CAMPO UFOLOGICO CHE IN CAMPO DI FILM HORROR. LE OPERE ARTISTICHE SONO SAPIENTEMENTE STATE CREATE DALLO STESSO ANTONIO AMODIO CHE DI MESTIERE FA ANCHE LO SCENOGRAFO. L'OSPITALITA' DI ANTONIO E DELLA MOGLIE SONO STATE UNICHE E SQUISITE. SI E' PARLATO DI UFOLOGIA, DI ESPERIENZE PERSONALI E SULLA POSSIBILITA' DI ORGANIZZARE QUALCHE DIBATTITO ALL'INTERNO DELLO STESSO PUB. CHI E' DI TARANTO O DELLA PROVINCIA E VUOLE VIVERE L'EBBREZZA DEL MISTERO E DELL'HORROR, DEVE SOLTANTO SCENDERE I GRADINI DELL'"AREA 51 PROFONDO PUB" E IMMERGERSI IN UN MONDO FATTO DI QUALCHE OTTIMO PANINO, UNA BUONA BIRRA E UNA...AUTOPSIA ALIENA E NON SOLO. DA NON PERDERE A TARANTO IN PIAZZA CASTELLO N°6.

sabato 5 aprile 2008

I TEDESCHI E IL SOGNO DI VOLARE SU MARTE E VENERE NEL 1928




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ESCLUSIVA NAZIONALE CENTRO UFOLOGICO TARANTO

Quello che il CUT (Centro Ufologico Taranto) vi mostra in anteprima nazionale è un articolo della rivista "Modern Mechanics" del mese di Novembre 1928. Vi si illustrano i progressi fatti dagli scienziati tedeschi in tema di viaggio interplanetario, più efficace che viaggiare in atmosfera terrestre. Vi si legge che gli studi avanzati in tema di propulsione razzo, che porterà entro pochi mesi (?) a razzi umani a visitare Venere e Marte sono portati avanti da due ricercatori, Fritz von Opel e Anton Raab, i quali hanno reso concreti gli studi della propulsione missilistica. Inoltre si legge che i viaggi astronautici non sono un'idea nuova. Un oscuro contemporaneo di Jules Verne, un certo Achille Ayraud ha proposto un viaggio per la luna oltre un secolo fa. Questa fu l'idea che portò Verne alla stesura del romanzo "Dalla Terra alla Luna". Dopo le idee di Achille Ayraud e Jules Verne, quando la scienza militare aveva accelerato per lo studio della balistica, Robert Esnault Pelterie, uno delle più oroginali menti scientifiche di Francia e un designer di aeroplani, valutò attentamente i pesi e le forze necessarie per la propulsione di un razzo navale per la Luna, e trovò l'idea non solo tecnicamente fattibile, ma proiettò un piano per la sua prima realizzazione alla Societe Francaise de Physique per l'anno 1912. Da allora ad oggi, uno dopo l'altro sono stati fatti vari esperimenti su dispositivi di propulsione a razzo. Un giorno di maggio 1928 un motore razzo fu montato su un' auto speciale Opel al Avus Speedway a Berlino per vedere l'effetto che un tale motore a getto di gas per la guida razzo avrebbe avuto quando veniva installato su un auto. All'incirva allo stesso tempo è stato annunciato che il principio di propulsione a razzo è stata applicato per gli aerei da Anton Raab, celebre aviatore tedesco. Si dice che Junkers, il famoso costruttore aereo tedesco, sta anche lavorando su un progetto che verrà avviato per girare attraverso i cieli dall'Europa all'America, approfittando della rarefatta atmosfera e raggiungere l'enorme velocità di 300 miglia all'ora , contenenti un carico di passeggeri in una cabina ermeticamente sigillata.

venerdì 4 aprile 2008

UN DOCUMENTO DECLASSIFICATO DELLA "US ARMY" AFFERMA CHE SI LAVORA SULLA PISTOLA TELEPATICA

Immagine di fantasia

Una recente relazione declassificata della US Army sugli effetti biologici delle bizzarri armi non letali rivela piani per i dispositivi di "pistola a raggi", che potrebbero causare febbri artificiali o fascio di voci in testa delle persone. La relazione dal titolo "Bioeffects Of Selected Nonlethal Weapons" è stata rilasciata sotto la statunitense Freedom of Information Act. Rilasciata dalla US Army Intelligence and Security Command a Fort Meade, in Maryland, Stati Uniti, la relazione scritta nel 1998 fornisce una panoramica di ciò che è stato poi lo stato dell'arte in armi ad energia diretta per il controllo della folla e altre applicazioni. Alcune di queste tecnologie sono concettuali, come un impulso elettromagnetico che provoca un sequestro, come quelli manifestati da persone affetti da epilessia. Altre idee sono state testate, come un cannone a "fascio di parole" di microonde immessi nelle orecchie delle persone. Si afferma che il cosiddetto "Effetto Frey" - utilizzando una stretta gamma microonde per la produzione di suoni udibili nelle orecchie di una persona - è stato utilizzato per un progetto vocale coi numeri da 1 a 10 in un laboratorio di volontari '. Nel 2004 la US Navy ha finanziato una ricerca, utilizzando l'effetto Frey per causare "disagi" nelle orecchie della gente attraverso suoni. La relazione esamina anche armi a microonde in grado di produrre "febbri artificiali" invalidanti con riscaldamento del corpo di una persona. Mentre l'idea del test non è menzionata, la relazione rileva che l'attrezzatura necessaria "è disponibile oggi". Esso aggiunge che, anche se ci vorrebbe almeno quindici minuti per raggiungere il desiderato effetto "febbre", potrebbe essere utilizzato per incapacitare persone per "qualsiasi periodo desiderato compatibile con la sicurezza". Altre discusse tecnologie esotiche includono tecnologie laser accecanti e di una sorgente sonora forte abbastanza per disturbare il senso dell'equilibrio. Entrambe sono state realizzate negli anni a partire dalla data di preparazione del documento. L'esercito Usa utilizza laser abbaglianti in Iraq, mentre il Long Range Acoustic Device che ha utenti militari e civili, ha utilizzato ciò in una sola occasione per respingere i pirati al largo della Somalia. Tuttavia, la relazione non fa menzione alcuna su sperimentazioni effettuate di armi artificiali per la produzione di febbre o convulsioni, o la trasmissione via voci IR in testa delle persone. Steve Wright, un esperto in sicurezza della Leeds Metropolitan University, UK, avverte che le tecnologie descritte potrebbero essere utilizzate per la tortura. Nel 1998 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che vieta potenzialmente pericolose tecnologie inabilitanti in grado di interferire con il cervello umano. "Il dispositivo che induce a crisi epilettiche è gravemente irresponsabile e non dovrebbe mai essere sul campo", dice Steve Wright "Sappiamo che simili induzioni [chimicamente] artificiali, causano alla vittima successivi" potenziamenti "spontanei e possono subire crisi epilettiche nuovamente dopo l'attacco iniziale ". Il dispositivo ad energia acustico che colpisce i canali uditivi, possono sconvolgere il senso del movimento, possono richiedere livelli pericolosamente alta di suoni ad alta voce per essere efficaci, ricorda Juergen Altmann, un fisico presso l'Università di Dortmund, Germania, che è interessato a nuove tecnologie militari. "[Vi è] incoerenza tra la parte che dice" interessanti "effetti si verificano a 130-155 dB e la sezione Recupero / Sicurezza, che afferma che è il 115 dB ad essere evitato - senza commentando la differenza".
Articolo completo (in inglese) su:
Documento declassificato della US Army su:

OGGETTO VOLANTE NON IDENTIFICATO FOTOGRAFATO A CANTERBURY (UK)?

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Una misteriosa scia non identificata è stata fotografata il giorno 02 Aprile 2008. Numerosi testimoni hanno visto e fotografato questa "anomalia" nel cielo. Si pensa come ipotesi più probabile alla scia di vapore di un aeroplano, anche se non si esclude l'ipotesi di una meteora o detrito spaziale. Secondo i testimoni il misterioso oggetto non emetteva nessun rumore. Resta per il momento un UFO (Unidentified Flying Object).

Articolo completo (in inglese) su:

http://www.stuff.co.nz/stuff/thepress/4461869a6530.html

COMUNCHIAMO AI LETTORI DEL NOSTRO (VOSTRO) BLOG CHE DOMENICA 06 APRILE 2008 I COMPONENTI DEL CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) SARANNO OSPITI DELL'AMICO ANTONIO AMODIO, NOSTRO PREPARATO E AFFEZIONATO LETTORE, GESTORE DEL LOCALE "AREA 51", UBICATO A TARANTO IN PIAZZA CASTELLO 6 (CITTA' VECCHIA). L'APPUNTAMENTO E' A PARTIRE DALLE ORE 20:30. VI ASPETTIAMO.


Sotto la locandina del locale e un foto ripresa dall'interno del locale stesso




giovedì 3 aprile 2008

SCOPERTO UN BUCO NERO NELLA ENIGMATICA OMEGA CENTAURI

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La scoperta di un buco nero di massa intermedia al centro di Omega Centauri potrebbe consentire di capire alcuni misteri di questo oggetto celeste che finora era considerato il più grande e brillante ammasso globulare visibile dalla Terra. La scoperta è stata fatta grazie alle immagini ottenute dallo Hubble Space Telescope in unione ai dati rilevati dallo spettrografo GMOS del Gemini South telescope a Paranal, in Cile.
Inoltre, osserva Eva Noyola, del Max-Planck Institut per la fisica extraterrestre a Garching, che ha diretto la ricerca, "Questo risultato mostra che esiste uno spettro continuo di buchi neri, da quelli supermassicci, a quelli di massa intermedia, fino a quelli piccoli di massa stellare."
Il primo a parlare di Omega Centauri fu Tolomeo, che 2000 anni fa la indicò come una singola stella. Nel 1677 Edmond Halley la classificò come una nebulosa, mentre nel 1830 John Herschel pensò che fosse un ammasso globulare. I risultati delle osservazioni odierne inducono invece a pensare che si tratti di una galassia nana che ha perso le stelle più esterne, probabilmente in seguito a un incontro ravvicinato con la Via Lattea. "Aver trovato un buco nero al centro di Omega Centauri potrebbe avere molte implicazioni sulla nostra comprensione delle sue passate interazioni con la Via Lattea", ha detto Noyola.
I cluster globulari sono costituiti un certo numero (fino a un milione circa) di vecchie stelle tenute strettamente insieme dalle forze gravitazionali, e si trovano poco all'esterno di molte galassie, ivi compresa la Via Lattea. Omega Centauri - che dista 17.000 anni luce dal Sole - possiede però alcune caratteristiche che la distinguono dagli altri cluster globulari, per esempio ruota più velocemente, ha una forma decisamente appiattita, e soprattutto è formato da stelle che appartengono a diverse generazioni stellari. Inoltre ha una massa dieci volte superiore a quella tipica di questi oggetti celesti.
Eva Noyola e colleghi hanno misurato il moto e la brillantezza delle stelle che si trovano al centro di Omega Centauri, che sono correlate alla massa totale del cluster. Tali velocità sono risultate molto superiori a quelle aspettate sulla base delle stime relative alle stelle visibili. Dopo aver scartato ipotesi alternative, hanno così dedotto che al centro di Omega Centauri deve esserci un buco nero con una massa pari a 40.000 volte quella del Sole. "Prima di questa osservazione, disponevamo di un solo esempio di un buco nero di massa intermedia, nel cluster globulare G1, in prossimità della Galassia di Andromeda", ha detto Karl Gebhardt, che ha partecipato alla ricerca.
Secondo i ricercatori, questi buchi neri di massa intermedia potrebbero essere dunque più frequenti di quanto ritenuto e rappresentare lo stadio iniziale di futuri buchi neri supermassicci: "Potremmo essere sulle tracce della scoperta del meccanismo di formazione dei buchi neri supermassicci: la loro origine potrebbe essere proprio nei buchi neri intermedi."

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/