giovedì 4 ottobre 2007

"OOPARTs": IL CUNEO DI ALLUMINIO DI ALMENO...11.000 ANNI

Nel 1974,in Romania,due chilometri a est di Aiud.Un gruppo di operai, al lavoro sulle sponde del fiume Mures, si imbatte in tre oggetti sepolti nella sabbia, in un fosso profondo circa 10 metri. Due di questi reperti, si rivelano come ossa di Mastodonte, vecchi di alcuni milioni di anni, tra il Miocene e il Pliocene.Il terzo oggetto, un blocco di metallo,simile in tutto e per tutto alla testa di un martello, viene inviato, per uno studio, all'Istituto archeologico di Cluj-Napoca.L'esame di questo oggetto, lungo cm 20,2 largo cm 12,5 e alto cm 7, ha innescato un acceso dibattito fra gli studiosi locali. Florin Gheorghita, ad esempio, che ha avuto l'opportunità di esaminare il reperto,da vicino, e le analisi eseguite sotto la direzione del dott. I. Niederkorn dell'Istituto per lo studio di metalli e di minerali non metallici (ICPMMN), che si trova a Magurele, in Romania, hanno evidenziato che si tratta di una lega in metallo estremamente complessa. Gheorghita afferma che la lega è composta da 12 diversi elementi, dei quali si è riusciti a stabilire anche la percentuale volumetrica dell'alluminio( 89 %). E' stata identificata la presenza di Rame (6,2%), silicio (2,84%),zinco (1,81%), piombo (0,41%), stagno (0,33%), zirconio (0,2%), cadmio (0,11%), nichel (0,0024%), cobalto (0,0023%), bismuto (0,0003%), argento (0,0002%), e gallio (in tracce).Il fatto che questo strano reperto in metallo sia stato scoperto insieme a resti di ossa (mastodonte) molto antiche, fa certamente riflettere e solleva molti dubbi. L'alluminio, tanto per cominciare, non si trova libero in natura, ma combinato in alcuni minerali e soltanto 100 anni fa e stata messa a punto la tecnica necessaria alla sua lavorazione. Inoltre questo strano "piede" è ricoperto da uno strato di ossido d'alluminio, spesso poco più di un millimetro, indicatore certo della sua antichità. Gli scienziati Rumeni hanno iniziato a fare alcune ipotesi. Una però, sembra interessante.Un ingegnere aereonautico, infatti, ha suggerito che possa trattarsi di una sorta di dispositivo di atterraggio di un veicolo volante, sia pur di dimensioni ridotte, come i moduli lunari o la sonda Viching. A riprova di questa sua teoria, ci sarebbero sia la forma dell'oggetto, sia i due fori ovali, sia i graffi nella parte inferiore e agli angoli, come pure la composizione del materiale, vale a dire all'alluminio leggero.

mercoledì 3 ottobre 2007

"JOHN MACK" CITATO, CON UN TRAFILETTO, SUL MENSILE "NEWTON"



Il Professor John Mack, psichiatra alla Harvard University, scomparso da qualche tempo per un tragico investimento automobilistico, mentre era in Inghilterra, è stato citato nel nuovo numero del mensile di divulgazione scientifica "Newton" (Ottobre 2007). Il suo nome viene inserito a pagina 26, nella categoria "Le ricerche scientifiche più curiose". Vi si legge "Documentazione diretta di rapimenti civili da parte di UFO, di J. Mack (Harvard Medical School). Risultato: secondo le testimonianze dirette lo scopo dei rapimenti è la procreazione di figli umani-alieni." La rivista pone però un accento polemico, additando come "spreco finanziario" queste ricerche vere e pubblicate in prestigiose riviste scientifiche. Addirittura si afferma che con queste ricerche e con questo spreco di finanziamenti non si ha ancora una cura contro il cancro o l'AIDS.
(Nota della Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto), è condivisibile il grido di allarme dei ricercatori scientifici, ma addebitare (anche) la carenza di aiuti finanziari in campo scientifico (carente in Italia, ma in altri stati occidentali no) agli studi scientifici sui "rapimenti alieni" non è corretto, soprattutto per la mancanza di contraddittorio con Mack, che è passato a vita migliore. Perchè i ricercatori italiani non organizzano una manifestazione forte sotto i palazzi Governativi? Sarebbe l'ideale).

martedì 2 ottobre 2007

4 OTTOBRE 1957-2007: 60 ANNI DELLA NOSTRA ASTRONAUTICA CONTEMPORANEA


Il 4 Ottobre 2007 ricorre il 50° anniversario del lancio del 1° satellite artificiale terrestre, lo "Sputnik", messo in orbita dall'URSS in quel lontano 1957, dal Cosmodromo di Baikonur, lo "Space Center" sovietico. In questi strani tempi, dove gli unici argomenti di conversazione sono i dissesti in generale, le furbate della politica, la cronaca nera e il "gossip", parlare di anniversari di una impresa dell'Astronautica, materia ancora piena di enigmi non svelati, che ha inaugurato l'era spaziale e varcato la soglia dell'ultima frontiera per l'uomo, sembra alquanto anacronistico. Mai noi del CUT (Centro Ufologico Taranto) vogliamo farlo lo stesso. Quando quella piccola sfera di 58 centimetri di diametro con le antenne, fu lanciata con il suo razzo vettore, il mondo aprì ad altri orizzonti, che dettero a quei tempi anche una nuova speranza all'Umanità, nonostante si era in piena "Guerra Fredda" tra i due Blocchi occidentale e orientale. In effetti il razzo che mise il satellite in orbita, era destinato a diventare un ICBM, un missile nucleare intercontinentale, tutt'altro che per fini scientifici e umanitari. Gli americani furono battuti sul tempo, anche se entrambe le loro tecnologie spaziali furono anche frutto degli studi degli scienziati nazisti sulle V2, capeggiati da Wherner Von Braun. Inoltre questa missione fu fortemente voluta dal leader del PCUS, Nikita Krusciov, che intendeva celebrare la "Rivoluzione d'Ottobre". Egli aveva riabilitato Sergei Korolev, vittima dei "gulag" staliniani, che in seguito diventò il direttore di Baikonur e che assieme allo scienziato Vassily Mishin furono i padri dello Sputnik. Quest'ultimo nel 1945 era stato inviato in Germania a capo di un "team" di ingegneri per recuperare i progetti delle V2 tedesche. Questo primo satellite artificiale, seguito successivamente dall'americano Explorer 1 e da tante missioni spaziali anche con equipaggi composti da animali come la famosa cagnetta Laika e da astronauti, aprendo la via delle stelle ha permesso lo sviluppo di tante tecnologie oggi in uso, come ad esempio la minituarizzazione dei circuiti elettronici, la diffusione domestica dei computer, le telecomunicazioni e le dirette televisive dall'altro capo del mondo e soluzioni tecnologiche on ogni campo delle scienza: dalla telemedicina alle padelle che non fanno attaccare i cibi. Inoltre questa impresa ha fatto dire all'epoca al premio Nobel delle Letteratura, Salvatore Quasimodo: "che l'uomo in una serena notte di Ottobre aveva messo altri luminari in cielo, uguali a quelli della notte della Creazione del Mondo". Qualcuno in quest'epoca di globalizzazione e di cosiddetta razionalità, sente ancora nel cuore questi significati?
Franco Pavone
Coordinatore CUT (Centro Ufologico Taranto)

VITA EXTRATERRESTRE INTELLIGENTE NELL'UNIVERSO

Nel corso dei nostri studi ufologici , a volte tralasciamo le varie testimonianze di avvistamenti di ordigni in cielo , gli "UFO-crash" , le "abductions" , i "majestic" vari e cerchiamo di teorizzare le possibili forme di vita intelligente che ci potrebbero essere nell’Universo , assioma di cui siamo arciconvinti e capire se vivono come noi , secondo i nostri parametri scientifici razionali . L’uomo come sappiamo , è una forma di vita basata sul carbonio e ovviamente è portato a generalizzare il tutto , a vedere la stessa struttura dell’Universo tutta basata su questo elemento , a credere di esserne il fulcro centrale , in una sorta di antropocentrismo , non rendendosi conto che stiamo affacciandoci da pochi anni , paragonati al metro dell’Universo , nel contesto cosmico e quindi conosciamo appena un miliardesimo dell’Universo stesso . Chissà quali fenomeni , quali corpi celesti , quali forme di vita si nascondono nei suoi abissi e basate chissà su quali elementi . Basti notare come solo sul nostro pianeta vi sono tante forme di vita che si adattano a diversi fattori ambientali . Si può cominciare dai popoli e dagli animali che vivono alle latitudini polari , ambientandosi a temperature molto fredde e trovando sostentamento e riparo in condizioni estreme , per non parlare poi di quelli che vivono nelle zone desertiche , che riescono a reperire anche in quei luoghi desolati le loro fonti di sopravvivenza . Recentemente poi nelle grandi profondità oceaniche sono stati scoperti organismi che ci vivono , nonostante le enormi pressioni della massa di acqua marina e le gelide temperature , dove non arriva neanche la luce solare , oltre a specie che riescono a sopravvivere nei pressi di fumarole a temperatura elevata vicino a vulcani sottomarini , per non parlare di creature sconosciute che sicuramente vivono negli abissi oceanici non ancora individuate . E che dire di organismi viventi che riescono a respirare sia in acqua che nell’aria o altri resistenti alle radiazioni . E la riprova che la vita riesce ad adattarsi in qualunque ambiente quando vuole emergere e questo solo sul nostro piccolo pianeta , dove vivono milioni di specie diverse , alla periferia della Via Lattea , fra le innumerevoli galassie dell’Universo . Non oso immaginare cosa ci possa essere nella nostra galassia e nelle altre . Sicuramente la vita , sia quella a livello di microrganismi che quella intelligente , è sparsa nelle costellazioni del Cosmo , e se dobbiamo dar retta alla teoria della PANSPERMIA elaborata dal grande astronomo britannico di Cambridge : Sir Fred Hoyle , che scrisse anche la saga : A come Andromeda , basata sulla vita extraterrestre intelligente e secondo cui la vita nel cosmo è seminata dalle comete e dalle meteoriti , che ne trasportano le spore e i mattoni della vita : carbonio , silicio , clorofilla , dna vari , idrocarburi , cellule , come dei giganteschi spermatozoi cosmici , fecondando i pianeti adatti alla vita , non c’è da meravigliarsi se l’Universo non sia freddo ma una entità pulsante , anche nei luoghi più estremi , non necessariamente con base al carbonio , ma per esempio al silicio , alla linfa vegetale , al ferro e vita ad energia nucleare , quella delle stelle . Forse sono teorie azzardate e forse no , ma anche il teorizzarle è affascinante . Probabilmente gli inafferrabili UFO potrebbero essere il prodotto cosmico-tecnologico di una o più civiltà intelligente dello spazio . Civiltà che avranno trovato il modo di accorciare le enormi distanze interstellari , tramite tecnologie nuove e passaggi interdimensionali . E visto che noi da pochi anni , abbiamo , secondo una scala universale , varcato i confini dello spazio, con molte difficoltà e un difficile adattamento alle condizioni del vuoto cosmico , sacrificando anche vite umane , evidentemente gli abitatori stellari ci hanno visitato e ci visitano tuttora , anticipando il primo contatto servendosi di una tecnologia superiore e avendo forse anche loro qualche difficoltà , visto il succedersi dei cosiddetti ufo-crash , a meno che questi ultimi non siano causati ad arte per scopi a noi ignoti . Ma loro perlomeno possono aver trovato il sistema di viaggiare speditamente negli abissi cosmici . Noi terrestri forse un domani combinando la nostra tecnologia con una probabile ingegneria aliena , riusciremo a viaggiare fra le stelle , a scoprire ed esplorare i misteri dell’Universo che ci affascinano sin dall’antichità . E quello che ovviamente ci auguriamo , anche se forse saranno altre generazioni a farlo , per dare anche al nostro , poco rispettato dall’uomo , pianeta Terra , una nuova speranza in questi difficili tempi in cui viviamo . Il grande regista cinematografico Stanley Kubrick , quando scrisse con lo scrittore Arthur C. Clarke la sceneggiatura di : 2001 Odissea nello spazio , era convinto dell’esistenza di altri esseri intelligenti nelle sterminate praterie del cosmo e per questo il suo famoso film , che cambiò il modo di vedere l’Universo , fu congegnato così bene , proprio perché il suo artefice era convinto dell’idea originale , confermata da sue interviste personali ad astronomi e astrofisici , film che si può definire “ la poesia del cosmo “. Il ritrovamento sulla Luna , satellite dagli infiniti misteri , nel grande cratere di Clavius, del famoso monolito , testimone di una avanzatissima civiltà interstellare , permetteva di guardare la marea di stelle dell’Universo con altri occhi e con un sentore di non essere soli . Questa fu la sensazione che provai vedendo il film per la prima volta nel lontano 1968 . Successivamente , nove anni dopo , nel 1977, l’altrettanto famoso film: Incontri ravvicinati del terzo tipo , ci fece capire che l’Universo , tramite gli UFO , era giunto da noi , come prova tangibile dell’esistenza di altre forme di vita nel cosmo . Evidentemente queste intelligenze , i loro creatori o il loro creatore , venendo forse a controllare il frutto del loro esperimento , hanno trovato il modo di viaggiare nelle profondità del cosmo e viste le distanze enormi , hanno creato o trovato delle scorciatoie e visto appunto le grandi distanze che ci separano dai loro mondi , forse paralleli in un altro piano dell’Universo , problema che noi con la nostra tecnologia ancora primitiva rispetto alla loro non riusciamo ad eliminare , giungono da noi con quegli ordigni che chiamiamo UFO . Probabilmente negli anni passati forse non siamo riusciti a comunicare con loro con altri mezzi , nonostante progetti come il SETI , anche se alcuni segnali sconosciuti e non identificati sono stati captati dai radiotelescopi , probabilmente la stessa struttura dell’Universo impedisce le comunicazioni interstellari e può darsi anche che le civiltà aliene hanno un diverso modo di comunicare , e chi ci dice che questo sistema non sia altro che il navigare attraverso le scorciatoie delle curvature spaziali in altri piani iperspaziali o dimensionali ? Siamo nel campo teorico , nella fisica quantistica e dei mondi paralleli, ma forse è l’unica spiegazione . Se la loro tecnologia è superiore alla nostra, hanno certamente trovato il modo di accorciare le enormi distanze dell’Universo e non è detto che vengano per insegnarci tutto ciò , ma potrebbero anche essere loro a chiedere l’aiuto dei nostri scienziati per motivi ignoti , come ipotizzato dal film anni cinquanta : Cittadino dello spazio o per ammonirci di non esportare le nostre contese al di fuori della Terra , come descritto da un altro film di quel periodo : Ultimatum alla Terra , quasi un antesignano manifesto di esopolitica , in particolar modo in questi tempi del terzo millennio . Forse il futuro di questo 21° secolo darà le giuste risposte a questi affascinanti enigmi secolari .
Franco Pavone
Coordinatore CUT (Centro Ufologico Taranto)

UN "UFO" VIDEO SU "YOUTUBE" CONFERMATO DA UN VIDEO UFFICIALE "NASA"?

ESCLUSIVA NAZIONALE

L'immagine che il CUT (Centro Ufologico Taranto) vi propone sopra fa parte di un video NASA ufficiale e che si può trovare al link http://www.spaceflight.nasa.gov/gallery/video/shuttle/sts-115/html/fd1.html alla voce "Master# 722561 01:03:54 - 01:04:22 Crew handheld video of External Tank". Il video mostra il rilascio di un serbatoio inutilizzabile, che galleggia in orbita geostazionaria. All'improvviso si nota una misteriosa "anomalia" di forma triangolare. Ebbene quella "cosa" sarebbe stata filmata a Parigi. Nel video che si può notare su "Youtube" si può notare un oggetto rotante luminoso, con la stessa forma che all'improvviso schizza in alto, in verticale, tra un banco di nubi, provocando peturbazioni magnetiche con "lampi". Ora ci domandiamo, dove finisce il possibile falso e inizia il reale? Ora vi proponiamo i due video, il primo dell'UFO francese e il secondo della "anomalia" NASA del volo STS-115.
A voi il giudizio:


lunedì 1 ottobre 2007

STRUTTURE ARTIFICIALI RILEVATE SULLA LUNA NEL..1822?


L'astronomo bavarese Franz von Paula Gruithuisen, cominciò la sua carriera sull’onda dell’entusiasmo per la grande cometa del 1811, quella citata da Tolstoi in Guerra e Pace. La ricerca instancabile, e a tratti commovente, di tracce di artefatti restò sempre dominante nella sua produzione scientifica.
Iniziò con il segnalare una serie di solchi superficiali assai regolari, soprattutto all’interno di grandi crateri dal suolo più scuro, e li interpretò come un sistema di strade, frutto dell’ingegneria di una avanzata società selenita, fantasticando addirittura di poter discernere gruppi di carovane negli snodi di questa rete di trasporti.
Ma la sorpresa più grande la provò nel luglio del 1822, quando si convinse di aver identificato all’interno del Mare Imbrium un enorme Wallwerk, una delicata struttura muraria lunga 5 miglia e perfettamente allineata nord-sud. A poca distanza dall’artefatto, straordinariamente simile "alle venature di un ontano o delle foglie di una rosa" si imbattè in una struttura ancora più piccola a forma di stella distorta.
La scoperta venne presentata al pubblico solo nel 1824, in un memorabile studio dal titolo La scoperta di molte distinte evidenze di abitanti lunari, in particolare una colossale costruzione artificiale, il cui terzo capitolo si occupava distesamente di "artefatti sulla superficie dell’emisfero visibile della Luna".
Le speculazioni più ardite vi si intrecciano inestricabilmente alle dettagliate osservazioni telescopiche:
"Nessuno, per quanto fantasioso, considererebbe la possibilità che la Natura da sola possa aver generato questa struttura. Potrebbero cristalli larghi 5 miglia crescere sulla Luna, se sulla Terra suscitano la più grande meraviglia quando raggiungono 5 piedi?"
Una volta esclusa una razza di termiti selenite, Gruithuisen ipotizza che la scarsa gravità superficiale favorisca la costruzione di opere immense da parte degli abitanti lunari, creature dalla innegabile intelligenza in grado di costruire anch’essi telescopi come i cugini umani e forse di emulare strutture come la Grande Muraglia e le Piramidi.
Le altre abitazioni sarebbero a noi invisibili perché "sublunari" (Keplero docet) e l’edificio a stella sarebbe con tutta probabilità un tempio costruito da adoratori del cielo, naturalissima religione in un mondo dotato di atmosfera finissima e notti lunghissime.
Dettaglio interessante, nascono con Gruithuisen le prime indagini sui possibili indicatori del grado di artificialità di un oggetto extraterrestre: la regolarità dell’impianto globale (l’inclinazione delle mura di 45° e 90°), l’allineamento al meridiano nord-sud e la collocazione in corrispondenza del meridiano della librazione lunare (la lenta oscillazione che consente agli osservatori terrestri di osservare più del 50% della superficie del satellite nel corso dei mesi).
Le scoperte del bavarese si diffondono nella comunita’ astronomica e ne oltrepassano i confini, come una febbre improvvisa: se Olbers e Gauss si mostrano scettici della questione, come mostra la loro corrispondenza, il principe Metternich, allora Primo Ministro austriaco, conferma personalmente al telescopio l’esistenza dell’artefatto.
Vari professori universitari si lasciano andare all’entusiasmo e offrono una cattedra a Gruithuisen, che accetta.
Lord Tennyson, in Inghilterra, si lascia andare a voli lirici e pindarici: “Io vidi / le bianche Città della Luna, e l’ampiezza opalina / dei suoi laghi brillanti, delle sue argentee alture”. Col tempo le speculazioni dell’astronomo si fanno persino più audaci. Nel 1824 segnala mutamenti nella struttura, tra cui la scomparsa di alcune mura e l’offuscamento del tempio. Inevitabile per lui concluderne che i lavori di edificazione e modifica architettonica sono in pieno svolgimento e ugualmente inevitabile assistere alla rapida perdita di credibilità delle sue osservazioni creative (nell’interpretazione più che nella percezione, a onor del vero). D’altronde vari astronomi e astrofili esperti (il reverendo Webb, Heinrich Schwabe, Thomas Empey Elger) sottolineano l’acutezza visiva e l’efficacia osservativa di Gruithuisen, sempre molto fedele al paesaggio esplorato.
Solo negli anni ’90 del secolo G.K. Gilbert concluderà che il Wallwerk non è che una disposizione casuale di solchi all’interno del Mare Imbrium, cicatrici dovute a massicce eiezioni di materia provocate dall’enorme impatto che formò il bacino.
Il bavarese si dedicherà in seguito ad altre teorie altamente immaginative, in cui è sempre difficile separare l’intuizione geniale dalla pseudoscienza: promuove la teoria dei crateri d’impatto, ipotizza comete "acquose" che depositino ghiaccio sui bacini lunari in ombra (un secolo e mezzo prima delle osservazioni delle sonde Clementine e Lunar Prospector!), interpreta la luce cinerea di Venere come illuminazione festiva approntata dagli abitanti del pianeta in onore di un nuovo imperatore, propone una teoria dell’aggregazione della Luna a partire da corpi minori.
Morirà in disgrazia nel 1852, isolato dai colleghi ed evocando solo il ridicolo, dopo un lungo periodo di sistematico rifiuto alla pubblicazione delle sue opere.

BRUSCA FINE DELL'ERA GLACIALE: UNA COMETA COLPI' L'EST DEL CANADA?

Evidenze riportate alla luce presso più di due dozzine di siti attraverso il Nord America suggeriscono che un oggetto extraterrestre esplose nell’atmosfera della terra sopra il Canada circa 12,900 anni or sono, proprio quando il clima cominciava a riscaldarsi alla fine dell’ultima era glaciale. L’esplosione provocò immensi incendi, devastò l’ecosistema del Nord America e le civiltà preistoriche, ed innescò un periodo freddo della durata di un millennio.
In siti che spaziano dalla California alle Caroline e fino ad Alberta e Saskatchewan – molti dei quali ospitavano popoli preistorici come la cultura di Clovis - i ricercatori hanno a lungo notato uno strato enigmatico di sedimenti ricchi di carbonio, depositatisi circa 13 millenni di anni or sono. “I reperti di Clovis non sono mai stati trovati al di sopra di questo strato” ha dichiarato Allen West, un geofisico della Geoscience Consulting di Dewey, Arizona. Lo strato, alto generalmente un paio di millimetri, giace tra strati più antichi sottostanti, pieni di ossa di mammut e più giovani, ed uno strato sovrastante del tutto libero da sedimenti fossili.
Nuove analisi dei campioni prelevati da 26 di questi siti hanno rivelato svariati indicatori di impatto con un oggetto extraterrestre. Campioni prelevati alla base del sedimento nero, recano chiare tracce delle sue origini extraterrestri, ha dichiarato Richard B.Firestone, collaboratore di West e fisico nucleare al Laboratorio Nazionale Lawrence Berkeley (California). Alcune delle particelle sono piccoli grani di materiale magnetico con proporzioni di iridio superiori alle medie della crosta terrestre, ha notato.


Inoltre, nello strato scuro si trovano piccoli grumi di carbonio simile a vetro che si formarono probabilmente dallo scioglimento di piccole gocce dell’elemento. Questi grumi, come anche le piccole sfere di carbonio con una differente microstruttura, contengono diamanti in nanoscala formatisi sotto intensa pressione.
Un sito ricco di insolite figure geologiche, noto come Carolina Bays, indicherebbe la locazione del cataclisma. Circa un milione di queste depressioni ellittiche, bordate di sabbia, di dimensione compresa tra i 50 metri e gli 11 chilometri di diametro, tempestano il panorama dal New Jersey alla Florida. In campioni prelevati da 15 di queste strutture, Howard e colleghi hanno trovato grani magnetici ricchi di iridio e sferule di carbonio con piccoli frammenti di diamante simili a quelli trovati presso i siti archeologici della cultura di Clovis. Le lunghe asce della maggioranza delle Baie della Carolina puntano verso locazioni presso i Grandi Laghi ed il Canada – un indizio che l’oggetto extraterrestre si disintegrò sopra queste aree.
Poiché gli scienziati non hanno scoperto “un ampio cratere fumante” lasciato dall’evento, l’oggetto che attraversò l’atmosfera probabilmente era una cometa, ha dichiarato West.
Il calore dall’evento potrebbe avere innescato incendi attraverso il continente, suggeriscono gli scienziati. Il calore e lo shock conseguente all’esplosione ruppero probabilmente porzioni del foglio di ghiaccio soffocando il Canada orientale di quel tempo, aggiunge. Il riversarsi di acque fresche nel Nord Atlantico che risultò avrebbe interrotto le correnti oceaniche che portarono calore alla regione, e spesse nuvole di fumo e fuliggine nell’aria avrebbero intensificato il raffreddamento dell’Emisfero Settentrionale.
I dati derivati dall’evento corrispondono ad un periodo di freddo di 1.200 anni che nei suoi primi decenni vide le temperature nell’emisfero settentrionale scendere fino a 10°C.